Alla mostra inaugurata il 27 settembre in scena i 9 designer BIPOC che hanno accettato la sfida di OPOS e di Afro Fashion Association: creare il design facendosi guidare dal materiale



Seta, lino, lana, yak, cashmere e High Twist Cotton® si affiancano a cashmere rigenerato, pelle rigenerata Corium® e rimanenze recuperate da eccedenze di produzione: questi i materiali protagonisti della mostra “MATTER MATTERS” allestita fino al 17 ottobre dalle 11 alle 19 in via Cantoni 3 a Milano e che l’azienda OPOS, ispirata dal suo fondatore e mentore Alberto Zanone, ha proposto 9 mesi fa a 9 designer del network internazionale di Afro Fashion Association. Ai designer selezionati la Founder e CEO Michelle Francine Ngonmo ha offerto l’opportunità di accedere al progetto di confrontarsi direttamente con materiali, competenze produttive e tecnologie al di fuori dei loro abituali contesti creativi. E’ stato così che Alvine Demanou, Christel Abboud, Delvin Nosakhare, Kathiana Saincy, Nana Brenu, Paul Roger Tanonkou, Weiren Theo, Yaimara Gomez e Zineb Hazi, hanno fatto appello alle loro diverse identità culturali, ai differenti linguaggi progettuali e ai diversi approcci alla costruzione per sfidarsi a capovolgere uno dei processi più consolidati della moda: progettare prima l’oggetto e scegliere il materiale in un secondo momento. “Il talento non ha bisogno che gli venga data una voce – ha chiarito Michelle Ngonmo tramite il comunicato diffuso in occasione del debutto – ha bisogno di accedere ai sistemi che permettono alle idee di svilupparsi. Matter Matters porta i nostri designer in dialogo diretto con materiali, manifattura e tecnologia, consentendo al tempo stesso alle loro prospettive culturali di trasformare, a loro volta, la conversazione”. Forte di oltre trent’anni di ricerca sviluppata in OPOS, Alberto Zanone ha accompagnato i designer lungo tutto ilpercorso, incoraggiandoli a mettere in discussione approcci consolidati e a comprendere la materia prima didefinire l’oggetto. Finalmente, in occasione della Milano Fashion Week il 27 settembre , nella periferia di quella Milano industriale che da decenni parte dalla pratica per definire la teoria, ecco il debutto dei nove talenti. La designer haitiana Kathiana Saincy crea un capo trasformabile in quattro diverse configurazioni, capace infine di ripiegarsi nella più piccola box NONNO®. Il designer ghanese Nana Brenu ripensa l’abbigliamento calcistico utilizzando High Twist Cotton® naturale al posto del poliestere convenzionale. Il designer indonesiano Weiren Theo combina puro cashmere tinto naturalmente con la tecnologia seamless Shima Wholegarment® pe reinterpretare archetipi familiari del guardaroba. La designer e coreografa cubana Yaimara Gomez crea una borsa in pelle la cui forma finale viene costruita da chi la indossa. La designer marocchina Zineb Hazim mette in dialogo i volumi sartoriali arabi con il pragmatismo milanese attraverso modularità, compattezza e produzione replicabile. Lo sforzo emerso nelle testimonianze raccolte da Milabo Etno TV dalla viva voce di alcuni dei designer protagonisti è stato importante e formativo come ogni volta che si decide di andare controcorrente e si riesce ad arrivare fino in fondo. Ma altrettanto entusiasmante, oltre il risultato che è davanti agli occhi di tutti, ciò che ciascuno dei designer ha imparato dall’esperienza di non obbedire agli stereotipi, nemmeno quando questi riguardano il processo creativo e produttivo. In questo scenario destrutturante, si colloca perfettamente il commento del team OPOS di Alberto Zenone “Ci siamo abituati a chiedere ai materiali di obbedire al design. MATTER MATTERS parte dalla prospettiva opposta: comprendere ciò che un materiale sa già fare e lasciare che il design emerga da questa intelligenza”. Come dire che anche nel mondo del fashion design c’è il pericolo di un’unica storia ma a casa OPOS per i materiali è arrivato il momento di raccontare la loro versione.
