EVENTI

L’ITALIA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE CON LUIZA BRUNET

Un’agenda fitta di iniziative ha attraversato l’Italia con l’obiettivo chiaro di sensibilizzare, informare e creare consapevolezza su uno dei temi più urgenti del nostro tempo — la violenza di genere.

A guidare questo percorso è la giornalista e attivista Vanessa Lapolli, che ha ideato e organizzato una serie di incontri gratuiti aperti al pubblico, con la partecipazione straordinaria di Luiza Brunet, attivista globale per i diritti delle donne, delle bambine e dei diritti umani.

Un impegno concreto, costruito giorno dopo giorno tra coordinamenti istituzionali, relazioni internazionali e una complessa macchina organizzativa. Un lavoro spesso invisibile, ma fondamentale. Perché dietro ogni palco, ogni incontro e ogni testimonianza, c’è una scelta precisa: mettere la causa al centro.

Parma: giovani, testimonianze e responsabilità collettiva

Il 16 aprile, a Parma, il progetto Binario Uno contro la violenza ha dato vita a una delle tappe più intense e simboliche dell’intero percorso italiano con Luiza Brunet, arrivata direttamente dal Brasile, attivista globale per i diritti delle donne e dei diritti umani, con una grande carriera alle spalle come attrice e top model, e dal 2016, quando ha denunciato l’aggressione subita dal suo ex compagno, è diventata voce attiva contro la violenza in tutto il mondo e in luoghi come l’ONU e il Parlamento Europeo.

La giornata di sensibilizzazione dedicata alla lotta contro la violenza di genere ha messo al centro le nuove generazioni e il valore dell’educazione al rispetto come strumento concreto di prevenzione.

L’iniziativa, organizzata da Binario Uno contro la violenza, ha avuto il sostegno di illustri personaggi dello scenario italiano come il giornalista e conduttore televisivo Paolo del Debbio, il cantautore Jovanotti e lo chef Max Mariola.

Sul palco, insieme all’ambasciatrice del progetto Vanessa Lapolli, l’attivista globale Luiza Brunet, l’attivista internazionale Grace Hajfler, Stephanie Amaral Albuquerque, Isa Maggi, l’avv. Irene De Cristoforo, e figure del mondo dello sport come gli ex calciatori Zé Maria e Nicola Legrottaglie, da sempre sensibili ai temi della responsabilità sociale e dell’educazione ai valori.

A guidare la giornata sul palco del Teatro delle Briciole è stato Alessandro Gallo, direttore artistico del teatro, che ha accompagnato con autorevolezza i diversi momenti di confronto e testimonianza.

Particolarmente significativa è stata anche la partecipazione di tantissimi adolescenti provenienti da diverse città italiane, protagonisti ideali di una giornata pensata proprio per dialogare con le nuove generazioni e stimolare una riflessione concreta sul rispetto, sulle relazioni sane e sulla responsabilità individuale e collettiva.

In un’epoca in cui la violenza affonda spesso le proprie radici in stereotipi culturali e modelli relazionali distorti, incontrare i giovani nei luoghi della formazione e della cultura significa investire nel cambiamento reale.

La giornata si è sviluppata attraverso testimonianze profonde, confronti autentici e momenti di forte coinvolgimento emotivo attraverso le esibizioni dei ragazzi, trasformando il palco in uno spazio di consapevolezza e responsabilità condivisa.

A chiudere questo importante momento di confronto è stato l’intervento dell’avvocato Alessandro Numini, che ha offerto un contributo prezioso sul messaggio centrale dell’iniziativa: la lotta contro la violenza richiede educazione, prevenzione, tutela concreta e una responsabilità collettiva che coinvolga l’intera società.

Bologna: il valore delle istituzioni e del dialogo europeo

Il 17 aprile, a Bologna, l’iniziativa ha ricevuto il patrocinio istituzionale del Consolato Onorario del Brasile, con il prezioso sostegno dell’europarlamentare Stefano Cavedagna e di Loretta Viani, responsabile del progetto Binario Uno contro la violenza e presenza fondamentale durante il dialogo con la comunità brasiliana presente. A lei va anche un sentito ringraziamento per portare avanti con straordinaria dedizione, forza e profondo rispetto il progetto Binario Uno contro la violenza, credendo concretamente nel valore delle persone, della prevenzione e di una cultura del rispetto che coinvolga tutte le persone che ne fanno parte e che scelgono ogni giorno di sostenerne la missione.

Un messaggio forte e chiaro ha attraversato l’incontro: la lotta alla violenza di genere è una responsabilità condivisa, che richiede sinergia concreta tra società civile e istituzioni.

Di particolare rilievo anche l’intervento dell’attivista internazionale Grace Hajfler, brasiliana e svizzera, che ha aperto un dialogo importante e contemporaneo sui diritti delle minoranze, richiamando l’attenzione sulla necessità di garantire rispetto, dignità e tutela a tutte le persone, incluse donne, bambine e persone trans, spesso ancora esposte a discriminazioni, violenze e marginalizzazione sociale. Un contributo che ha ampliato il dibattito, sottolineando come la cultura del rispetto debba necessariamente essere inclusiva e universale.

Particolarmente toccante la testimonianza di Stephanie Amaral Albuquerque, che ha raccontato la propria esperienza personale, legata al grave episodio di aggressione subito nel novembre 2025, caso che ha avuto un forte riscontro mediatico in tutta Italia.

Soverato: comunità, territorio e partecipazione

Il 19 aprile, a Soverato, il sostegno del Consolato Onorario del Brasile in Calabria, guidato dalla console onoraria Fabiana Fontanella, insieme al Comune di Soverato e allo sportello Acquarela con la presidente Anne Jacqueline Vanderlei, ha dato vita a un momento di forte coinvolgimento territoriale, penultima tappa del percorso italiano.

Quella calabrese non è stata una scelta casuale. Vanessa Lapolli ha fortemente voluto portare questa iniziativa proprio a Soverato, consapevole della necessità di ampliare il dialogo e le occasioni di sensibilizzazione anche in territori dove questo tipo di incontri sono ancora troppo rari.

La scelta nasce anche dall’attenzione verso la significativa presenza della comunità brasiliana nella regione e dalla consapevolezza di quanto possa essere fondamentale offrire ascolto, informazione e strumenti concreti a donne che, lontane dal proprio Paese, possono trovarsi in situazioni di fragilità o isolamento.

Portare una voce autorevole e internazionale come quella di Luiza Brunet in Calabria ha rappresentato un segnale forte: portare speranza anche dove spesso mancano occasioni strutturate di confronto e sostegno. Per molte donne brasiliane residenti sul territorio, questa iniziativa ha significato sentirsi viste, ascoltate e rappresentate.

Fondamentale il contributo di Andrea Pirillo, ideatrice e responsabile di Mulheres Sem Fronteiras, il cui sostegno concreto e costante ha rafforzato il valore dell’iniziativa e la rete di solidarietà sul territorio.

A rendere questi momenti ancora più autentici è stata anche la partecipazione attiva della comunità brasiliana: voci come quelle di Fernanda Borges e Cibele Nunes hanno contribuito con sensibilità e attenzione ai dettagli, dimostrando come siano spesso proprio gli elementi più silenziosi a fare la differenza e a confermare che, quando si parla di diritti e dignità, l’unione è la vera forza.

La presenza delle forze dell’ordine ha sottolineato l’importanza della collaborazione concreta tra istituzioni e territorio, mentre le testimonianze di Luiza Brunet, Grace Hajfler e Vanessa Lapolli hanno incoraggiato le donne presenti a denunciare, chiedere aiuto e ritrovare la speranza per ricominciare.

Napoli: alleanze, sostegno e responsabilità sociale

Il 21 aprile, a Napoli, l’iniziativa ha trovato ulteriore forza grazie al patrocinio istituzionale del Consolato Onorario del Brasile, guidato dal console onorario Mario Luiz Piccaglia de Menezes, e alla partecipazione di rappresentanti istituzionali e della società civile.

All’incontro ha partecipato ed è intervenuta anche Tania Castellaccio, coordinatrice dell’Area Accoglienza Donne della cooperativa sociale Dedalus, realtà concretamente impegnata nel supporto, nell’accoglienza e nella protezione delle donne vittime di violenza. Il suo contributo ha arricchito il confronto con una prospettiva concreta e profondamente radicata nell’esperienza quotidiana di sostegno alle donne in situazioni di vulnerabilità.

Un ringraziamento particolare va all’imprenditrice brasiliana Cleia Santos, residente nei Paesi Bassi, e all’avvocata Silvana Bechhauser, per il loro prezioso sostegno, oltre all’avvocata Tatiana Kazan, giunta da Lisbona, per la sua presenza e il suo supporto all’iniziativa. All’imprenditore Nicolau Esteves dell’azienda brasiliana Emive, che ha abbracciato la causa, pur svolgendosi in territorio europeo.

Il console onorario della Repubblica Democratica del Congo, Giovanni Cestari, anche in rappresentanza del Gruppo Cestari, fondato da Alfredo Cestari e presente anche in Brasile, ha offerto un contributo significativo, confermando il valore delle alleanze istituzionali su temi così sensibili e attuali.

L’emittente Telecapri ha documentato i momenti salienti dell’iniziativa svoltasi presso il prestigioso Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli.

Particolarmente intensi i momenti dedicati alle testimonianze, durante i quali donne brasiliane e italiane hanno condiviso esperienze personali, dando vita a un clima di ascolto, empatia e partecipazione che ha profondamente segnato i presenti. Momenti autentici che hanno ricordato quanto sia fondamentale creare spazi sicuri di parola, ascolto e accoglienza.

Un impegno che continua

Queste iniziative non nascono per caso. Nascono dalla scelta di non restare in silenzio. Organizzare eventi di questo tipo significa affrontare complessità, responsabilità, ostacoli. Significa investire tempo, energia e risorse in un lavoro che spesso non si vede, ma che lascia un segno profondo.

Eppure, ne vale la pena!

Perché ogni persona che ascolta, ogni ragazzo che comprende il valore del rispetto, ogni donna che si sente meno sola rappresenta un passo avanti. E ogni passo avanti contro la violenza è un passo verso una società più giusta.

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