Così Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, in una intervista dichiara che al momento non esiste ancora una cura contro il Covid, “Non esiste una prevenzione diversa e migliore di quella fornita dai vaccini. Le cure riguardano le persone che si ammalano. E se ne parla poco solo perché sono molto in divenire. Non ci sono certezze, insomma”. Quando si e fatto un tampone e l’esito e positivo quindi in fase di malattia “funzionano solo tre rimedi.
Il cortisone, con certe dosi e in certi momenti, e la controindicazione che se sbagli fai peggio. Poi due anticorpi monoclonali che vanno somministrati insieme, e hanno comunque efficacia parziale.
E un farmaco che inibisce una delle citochine responsabili dell’infiammazione, sul quale i dati sono ancora molto incerti ,questo e quello che si può fare quando si e nella fase più grave.
Al momento non esiste una cura per la fase acuta della malattia”. Come opporsi al virus prima che il malato vada in ospedale?
“Non bisogna perdere tempo durante i dieci giorni iniziali, quando il virus si replica. La prima cosa da fare è bloccare il suo ingresso nell’organismo. Sappiamo che entra tramite l’ormai famoso recettore Ace 2. Alcuni medici hanno pensato di somministrare ad alcuni volontari dell’Ace 2 solubile, in modo da salvaguardare quello che si trova sulle cellule.
Un modo per ingannare il virus, a farla semplice. Sembra non avere effetti negativi su cuore, reni e pressione” ma “i segnali incoraggianti non bastano.
Servono risultati certificati su campioni molto ampi di pazienti”.
