Intervista alla co-direttrice del Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina che, con Alessandra Speciale, lo ha condotto al traguardo dei 30 anni.
E’ nato prima l’amore per il cinema o per l’Africa? Risposta difficile per Annamaria Gallone, fondatrice del Festival del cinema Africano, d’Asia e Amercia Latina che abbiamo raggiunto per una intervista esclusiva il terzo giorno di programmazione della 30 edizione della kermesse del COE (Centro Orientamento Educazione), la prima completamente on line. Risposta difficile per chi, dopo un laurea lampo a 23 anni, insieme al neo-marito che condivide con lei la passione per l’Africa, sceglie di andare a vivere a Lagos per diventare a 25 anni la più giovane preside italiana di sempre in quel quadrante del mondo, con la missione di aprire in Nigeria 12 scuole. In Africa rimane 12 anni, passando da Lagos all’Angola, e allo Zaire, per poi tornare a Milano alla fine degli anni ‘80. Ma il destino non le permette di stare lontano dall’Africa per molto e, per farla tornare, tesse per lei una trama da romanzo. O da film.
La passione per il cinema e il ritorno in Africa
“Sono da sempre appassionata di cinema – racconta Annamaria tra uno “zoom” e l’altro nella fitta programmazione del festival – e, per consolarmi di aver lasciato la mia vita africana, una sera andai a vedere in un cineforum organizzato dal COE un film del regista angolano Rui Duarte de Carvalho, Nelisita. Ebbene ad un certo momento sento che dal palco chiedono se c’è qualcuno che sa parlare il kimbundu, perché c’era bisogno di un traduttore. Non so dove trovai il coraggio di alzarmi, raggiungere il palco e quindi tradurre simultaneamente dalla lingua che avevo imparato vivendo a Luanda, dinanzi agli occhi increduli del pubblico del cinema d’essai”. A conciliare l’amore tra cinema e Africa facendolo diventare uno solo, ci pensa il giorno dopo don Francesco Pedretti, fondatore del COE che, saputo dell’exploit di interpretariato della giovane spettatrice, convoca Annamaria in Curia e le offre di tornare in Africa per una settimana a seguire il Fespaco, ancora oggi il più importante festival-mercato di cinema di tutta l’Africa, in Burkina Faso ( i lettori di Milano Etno TV si ricorderanno la puntata di Africa Talks con l’attrice burkinabè Bintu Ouattara che ci ha parlato della lunga tradizione cinefila del suo Paese. ) Annamaria al Fespaco fa un lavoro eccezionale, lavorando senza soste, dimagrisce sette chili e quando torna a casa, sviene all’aeroporto tra le braccia del marito.
I primi passi del Festival del cinema Africano fino all’edizione online
Incidenti di percorso perché ormai il suo futuro fatto di cinema e Africa è tracciato, e di li a qualche mese organizza per Don Pedretti del COE la rassegna Lontano Presente che nel 1991 si trasformerà nella prima edizione del Festival del cinema Africano. Ora 30 anni dopo, lei e Alessandra, con un atto di coraggio, hanno deciso una nuova partenza, sfidando il distanziamento e debuttando nella prima versione on line. “Dopo lo stop forzato del 2020 – eravamo pronti con la conferenza stampa a marzo, abbiamo rimandato a maggio, a ottobre e poi abbiamo rinunciato – ricorda Annamaria – non potevamo mancare un altro anno. Ci siamo affidate alle nuove piattaforme cercando di recuperare la possibilità per gli spettatori di incontrare i registi in diretta e, nonostante la mia diffidenza iniziale, mi sono dovuta ricredere dalla reazione molto positiva del pubblico”.
La reazione positiva del pubblico alla nuova modalità
il pubblico dal canto suo, dopo che, grazie all’anno di training forzato, ha imparato a fare su ZOOM a momenti anche la passeggiata del cane, non si fa certo bloccare dalla programmazione dei film su MYmovies.it o dagli incontri con registi disponibili secondo un planning pubblicato nella sezione eventi del sito www.fescaaal.org su piattaforma ZOOM, i cui link vengono inviati dall’organizzazione del festival al singolo utente tramite la newsletter all’email personale, da comunicare nell’apposito format disponibile sul già citato sito. Il programma completo è disponibile al link https://www.fescaaal.org/programma, ed è un programma ricchissimo che nel 2021 ha una connotazione molto riconoscibile.
Le donne protagoniste dell’edizione 2021
“Per l’edizione del 30esimo anniversario abbiamo puntato sulle donne – commenta Annamaria – a partire dalla sezione “Donne sull’orlo di cambiare il mondo”, nell’ambito dell’iniziativa “Il talento delle donne” dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, per cui segnalo la tavola rotonda on line con le registe il 27 marzo alle 17,30 – fino alla giuria che giudicherà i lungometraggi, composta da tre registe – la tunisina Hinde Boujemaa (premiata nel 2019 al TFF per Le rêve de Noura); Beatriz Seigner, sceneggiatrice e regista brasiliana, vincitrice del Premio del Pubblico al FESCAAAL 2019 con Los silencios, e infine Michela Occhipinti, presidente”. E sono opere di donne quelle che Annamaria Gallone mette nella sua lista dei “da non perdere”: Scales di Shahad Ameen (Arabia Saudita), protagonista una dodicenne che cerca di sfuggire alla usanza dei pescatori del suo villaggio di sacrificare alle sirene una giovane donna ; Lina from Lima di Marìa Paz Gonzàlez (Cile) divertente storia di empowerment di una cinquantenne; Scattered Night di Lee Jihyoung e Kim Sol ( Corea del Sud) che racconta di un’adolescente che mette alle strette i genitori workaholic.
Una nuova tendenza: la libertà di sognare
I film da vedere sono 50 di cui 30 in concorso, selezionati tra i circa 600 inviati che, al di là della qualità artistica della singola opera, negli anni hanno dato sempre interessanti indicazioni sui cambiamenti di quella singolare comunità di visionari che sono i registi dei 3 continenti. “ Se dovessi individuare trend tra le 600 candidature – conclude Annamaria Gallone – è sempre più forte il tema dell’urbanizzazione. L’ambientazione urbana sostituisce sempre di più quella rurale. C’è poi un tema che è emerso e mi ha colpito, il tema del sogno, quasi che si stia facendo strada in buona parte del mondo una nuova libertà, la libertà di sognare”.
