ATTUALITA'

FUORISALONE IL PUNTO DELLA SITUAZIONE A OGGI

Fuorisalone  si fa portavoce di una parte della comunità del design milanese raccogliendo la richiesta di esprimere un’opinione in merito alla proposta avanzata da Dezeen dal nome Virtual Milan, rinominata – dopo molte critiche – in Virtual Design Festival.

Il nostro pensiero nasce dalla collaborazione di diversi soggetti e dall’analisi dei commenti letti sui post pubblicati online, segue l’articolo di Laura Traldi su Designatlarge e vuole essere espressione di chi lavora ogni giorno per un obiettivo comune – la Milano Design Week –  che in questo momento storico riteniamo abbia solo bisogno di supporto e collaborazione.

All’inizio dell’emergenza sanitaria che ci ha travolto abbiamo postato #FuorisaloneNonSiFerma, un invito a farci forza e lavorare insieme per trovare opportunità in un momento in cui tutto sembrava complicato. Ed effettivamente è quello che stiamo facendo, lavoriamo, tanto e in silenzio.
Per rispetto del momento, dei nostri partner e clienti.

Ma nella società dello spettacolo in cui viviamo il “silenzio” può essere visto come immobilità. È sufficiente quindi un annuncio come quello di Dezeen per ottenere l’attenzione sufficiente a dividere il popolo del design in arrabbiati e ammirati.
Ed è facile nei giorni di quarantena venire ammaliati da nuovi scenari, reali o virtuali che siano e senza verificare quello che gli operatori stiano facendo, limitarsi a supporre che forse “Fuorisalone non stia facendo niente”.
Questo piccolo momento di spettacolo mediatico evidenzia una profonda differenza culturale persistente nel sistema design. C’è differenza tra chi pensa per se e chi pensa da sistema.
Ci chiediamo perchè Dezeen, che ha un ruolo nel sistema design, ignori il sistema stesso. Perché nessuna chiamata è arrivata a qualcuno degli attori del design attivi nella Design Week milanese in modo da valutare sinergie, condividere pareri e conoscenze, per magari sviluppare davvero un format digitale innovativo, condiviso e rappresentativo?
La risposta la conosciamo, e il lancio di “Virtual Milan” di Dezeen è stata l’ennesima occasione persa.

La prima unanime sensazione diffusasi tra gli attori del design milanese è stata di espropriazione.
Promuovere una fiera virtuale usando il nome di Milano significa appropriarsi indebitamente di un bene comune. Il nome e l’identità di Milano sono state utilizzate in modo opportunistico e utilitaristico per creare un collegamento psicologico da parte del pubblico (aziende) con la Design Week di Milano – quindi far immaginare che il progetto proposto avrebbe potuto offrire un output commerciale e mediatico paragonabile a quello della Milano Design Week
.

Davvero le aziende potrebbero credere a questa proposta? La domanda che facciamo è: davvero è possibile rendere virtuale la Design Week milanese?
Crediamo di no.

È importante pensare a espandere la comunicazione degli eventi fieristici grazie alle tecnologie digitali – anche in prospettiva di una migliore gestione dei flussi dei visitatori e della sostenibilità ambientale – e per questa ragione gli operatori del Fuorisalone sono già attivi nella definizione di soluzioni e strategie per condividere e comunicare l’evento a quante più persone possibile.

Ma creare una fiera virtuale, pianificandola due mesi prima di quella reale, facendo leva sul momento di incertezza delle imprese e sulla tragedia personale, emotiva, sanitaria e relazionale che sta vivendo l’Italia (e l’Europa tutta) non è un atto che aiuta il sistema design e che non appartiene alla cultura del design per come la concepiamo noi.

Cosa stiamo facendo nel silenzio?
Stiamo cercando appunto di ampliare il network, di fare sistema, di creare piattaforme di scambio e promozione della Design Week di Milano.
Tra poche settimane verrà ufficializzato il Comitato Fuorisalone, composto da alcuni tra i più importanti promotori degli eventi della Design Week che rappresentano circa l’80% degli eventi del Fuorisalone, che ha l’obiettivo di coordinare gli eventi con il Comune di Milano e con il territorio e comunicare la Milano Design Week nel mondo.

Nel frattempo siamo pronti ad aprire l’area riservata per l’inserimento eventi e contenuti sulla piattaforma online di Fuorisalone.it e per la condivisione delle anteprime e dei progetti sui nostri canali, continuando il dialogo con partner e aziende.
Lavoriamo alla realizzazione di un nuovo progetto che prevede l’apertura degli account ufficiali di Fuorisalone.it sui principali social media cinesi con un piano editoriale dedicato al contesto. Ad aprile inaugureremo il canale ufficiale Wechat e seguiranno Alipay, Douyin, Weibo e Red. È il primo passo di un progetto di collaborazione e networking più ampio con le più importanti Design Week cinesi.

Lanceremo una nuova piattaforma di Fuorisalone.it dedicata al Giappone. Rivolta ad architetti, designer e aziende oltre che al pubblico giapponese, pensata per comunicare il meglio del design e del lifestyle e promuovere la Milano Design Week grazie a un team operativo tra i due Paesi e servizi di consulenza dedicati.

Noi stiamo cercando di collaborare con più attori possibili, per il bene della Milano Design Week. Qualcun altro pensa solo per sé, alle spalle della Milano Design Week.

FUORISALONE IT.

Comments

comments

Articoli simili

SPARATORIA A PARIGI UN AGENTE MORTO E UNO FERITO GRAVEMENTE

Massimo Dal Seno

La nuova Milano21 half marathon chiude la stagione podistica milanese, un fine settimana tra corsa e shopping natalizio

Redazione

Le bambole della sartoria San Giusto sul muro simbolo della lotta al femminicidio

Redazione