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AD AFRICA TALKS 2026 SI PARLA DEL PATRIMONIO D’ARTE AFRICANO: ANDATA E RITORNO?

Dai musei di tutto il mondo a quelli dell’Africa? Il 23 marzo al talk del FESCAAAL  il tema è  “Heritage In Motion: memoria, musei e restituzione”

Cosa sappiamo del patrimonio museale africano? E quanto di questo patrimonio si trova davvero in Africa a disposizione dei popoli che l’hanno creato nei secoli  e non invece presso i musei degli Stati ex colonizzatori?  Questi sono solo alcuni degli interrogativi che animeranno il talk in scena il 23 marzo alle ore 18,30 presso la cineteca Arlecchino in via San Pietro all’Orto  a Milano nell’ambito di Africa Talks, format ideato e prodotto per 9 anni consecutivi da  Associazione Centro Orientamento Educativo ETS e Fondazione Edu, che prevede una tavola rotonda seguita da un film a tema per approfondire gli aspetti più contemporanei e promettenti dell’Africa. Dopo otto appuntamenti dedicati a università e imprenditoria, nuove tecnologie, agricoltura, trasformazioni urbane, industrie culturali, sfide ambientali, arti visive e attivismo giovanile, la 9ª edizione – intitolata “Heritage in motion. Memoria, musei e restituzione” – accende i riflettori sul patrimonio culturale africano, sui diritti culturali e sui processi di museificazione. Il talk esplorerà diverse sfaccettature del tema: dalla decolonizzazione delle istituzioni museali al dibattito sulla restituzione delle opere trafugate in epoca coloniale, dalle piattaforme digitali del patrimonio ai diritti culturali e all’accessibilità, fino al ruolo delle comunità locali nella costruzione delle narrazioni museali.  «Come ogni anno vogliamo accendere l’attenzione su un aspetto rilevante dell’Africa contemporanea – dice Matteo Stefanelli, Presidente di Fondazione Edu. Quest’anno diamo spazio al dibattito intorno al passato e al patrimonio materiale del continente, non solo pensando ai casi di restituzione di opere d’arte trafugate in epoca coloniale, ma anche alle questioni più ampie legate alla loro conservazione e valorizzazione. I nuovi modi di progettare i musei e la divulgazione culturale, il ruolo delle istituzioni e il rapporto tra arte, memoria e comunità locali, che oggi rivendicano un ruolo attivo  nella narrazione e nella trasmissione del proprio patrimonio, saranno al centro di questa nona edizione». Dopo i saluti dello stesso Stefanelli e di Alessandra Speciale direttrice artistica del FESCAAAL insieme ad Annamaria Gallone,  questi gli ospiti e i rispettivi interventi  della tavola rotonda: Ore Disu – Direttrice del MOWAA (Museum of West African Art) Institute (Nigeria) “Restituire per costruire: promuovere sistemi di conservazione sostenibili in Africa Occidentale.” Mwazulu Diyabanza – attivista politico congolese, fondatore del collettivo panafricano “Yanka Nku” (RD Congo): “Riprendersi ciò che è proprio: il diritto delle comunità nere e diasporiche.”  Silvia Iannelli – esperta in antropologia museale e pratiche interculturali (Italia): “Sulle tracce della violenza coloniale: Spoliazioni fasciste in Etiopia, ritrova-menti, restituzioni.”  Victoria Phiri Chitungu – Direttrice del Livingstone National Museum (Zambia): “Equità in pratica: sfide e soluzioni nella restituzione”. Il panel sarà moderato da Sandra Federici – Direttrice responsabile di Africa e Mediterraneo «Parlare di heritage in Africa significa confrontarsi con me-morie plurali – materiali e immateriali – custodite nelle comunità, negli spazi sacri e nelle pratiche quotidiane, ma anche con oggetti dispersi lungo le rotte della colonizza-zione, separati dai contesti di origine e oggi conservati in musei e collezioni di tutto il mondo. Questo talk ci darà la possibilità di ascoltare il punto di vista di chi è attiva/o in processi di riparazione delle ingiustizie perpetrate nel passato: una occasione preziosa per andare avanti nella decostruzione delle logiche strutturali coloniali le cui conseguenze persistono nell’oggi». Al talk seguirà un rinfresco e alle 21:00  la proiezione a ingresso gratuito del film in prima italiana “The Empty Grave” di Agnes Lisa Wegner, Cece Mlay che tratta il tema a molto sconosciuto del saccheggio dei resti umani africani, trafugati per presunte ricerche scientifiche o conservati come trofei, e tuttora custoditi nei musei e nelle università occidentali. I registi seguono il percorso di due famiglie tanzaniane che, a distanza di oltre un secolo, cercano di riportare a casa le ossa dei propri antenati, trasformando una vicenda privata in una questione politica,

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