Al Festival “A Piedi Nudi” di Interrogante Spettacolo ETS, studiosi, docenti e studenti hanno fatto il punto su un innovativo metodo didattico che mette al centro la persona e le relazioni tramite la performance teatrale.
Esiste un mondo ideale in cui una professoressa di lingue possa riuscire a catturare per una intera lezione l’attenzione di una classe di adolescenti riluttanti facendo dimenticare loro l’esistenza del cellulare, dei social, di Chapt Gpt o di Gemini?
Esite per i docenti un modo per stimolare l’apprendimento di una comunità di studenti dall’attenzione frammentata, distratti dai social e soprattutto scettici sull’utilità di far fare al proprio cervello qualcosa che si può far fare all’intelligenza artificiale?
A queste e a tante altre domande su una nuova didattica tramite l’esperienza artistica teatrale in classe ha provato a rispondere la quarta edizione del Festival A Piedi Nudi, ideato e organizzato dall’Associazione Interrogante Spettacolo ETS e diretto dall’attrice e docente Kalua Rodriguez affiancata da Yudel Collazo e Yosvani Gil nelle tre giornate dal 14 al 16 maggio dedicate rispettivamente alla riflessione istituzionale, all’esperienza scenica e alla formazione docente, intorno al tema “L’arte come conoscenza viva nell’era dell’intelligenza artificiale”.
Nel corso degli anni, A Piedi Nudi si è affermato come uno spazio di incontro tra arte, corpo e apprendimento, coinvolgendo oltre 500 docenti, 300 scuole e 20.000 studenti, grazie anche alla collaborazione con l’Istituto Cervantes di Milano, rappresentato dalla direttrice Ana Vàsquez Barrado.
L’edizione 2026 pone al centro una domanda di forte attualità: come si apprende in un tempo in cui la tecnologia sembra aver accelerato e trasformato i processi della conoscenza. Riferimento simbolico di questa riflessione è Leonardo da Vinci, figura profondamente legata a Milano e a un’idea di sapere fondata sull’esperienza, sull’osservazione e sulla relazione tra arte e scienza.

In questa prospettiva, il festival propone un ritorno al corpo, alla presenza e all’esperienza sensibile come elementi centrali dell’apprendimento. Il festival ha visto la partecipazione di oltre 400 persone nel corso delle tre giornate, tra studenti, docenti, artisti, rappresentanti istituzionali e pubblico generale. Se la seconda giornata il 15 maggio è stata dedicata all’esperienza sul campo grazie al concorso scenico-didattico in lingua spagnola a cui hanno partecipato le squadre di tre istituti scolastici ciascuna composta da un coach artistico, un docente e sette studenti che hanno presentano dinanzi a una giuria tre performance preparate grazie a un percorso laboratoriale svolto nelle scuole con gli artisti di Interrogante Spettacolo e nella terza giornata del 16 maggio è stata protagonista la formazione dei docenti, è nella giornata di apertura giovedì 14 maggio che si è fatto il punto su questo metodo didattico, innovativo e insieme ancestrale.
Nel panel condotto da Kalua Rodriguez due docenti un critico e autore teatrale e un manager del financing della progettazione didattica sono stati “interrogati” da Kalua Rodriguez sulla loro esperienza in rapporto non solo al tema del festival ma anche sulla missione dell’Associazione Interrogante Spettacolo ETS. Si sono confrontati sul palco del Festival Annalisa Pitisano, docente di lingua e cultura spagnola presso il Liceo Linguistico “Umberto Eco” di Alessandria, parte attiva della formazione e in concorso il giorno 15 maggio, che è confermato la necessità e l’efficacia di un metodo didattico che utilizza la performance artistica dal vivo;. Maura Di Mauro, formatrice interculturale e docente di Intercultural Management presso l’Università Cattolica, ha portato la sua esperienza come docente di studenti “privilegiati” futuri manager internazionali cha 21 anni hanno già girato il mondo e di come sia stato importante, in parallelo agli scambi interculturali a distanza consentiti dalle tecnologie, recuperare la relazione vita a vita grazie a un incontro finale delle classi. Oliviero Ponte di Pino, critico teatrale, docente e autore, fondatore del portale ateatro.it, con l’intervento Cultura, teatro e comunità nell’era digitale ha ricordato come il teatro consenta e insieme obblighi a prendere la parola, “essere” in prima persona, con il corpo e la mente e in sintesi ad essere protagonista; Marco D’Angelo, direttore generale della Fondazione per la scuola italiana, ha presentato la mission di un ente che vuole essere tra scuola, istituzioni e comunità finanziando progetti meritori delle scuole italiane, dalla primaria alla secondaria di secondo grado.
Uno dei progetti finanziati è stato presentato dalla sua ideatrice Elisabetta Armiato già prima ballerina della Scala e ora presidente dell’associazione Pensare Oltre che ha messo a punto e organizzato con 50 bambini in età prescolare il progetto di ricreare le botteghe degli artisti del periodo rinascimentale a Milano.
La giornata si è conclusa con un’esecuzione del Coro Multietnico Mediolanum, diretto dal maestro Carlos Verduga, concertista di origine ecuadoriana. l merito di aver messo in pista non solo il Festival ma tutto quello che c’è stato prima va dato a Yudel Collazo, Yosbani Gil e a Kalua Rodriguez di Interrogante Spettacolo, qui nella veste di organizzatori e ma da vedere piuttosto nella loro reale identità di pionieri che, come tutti i pionieri non possono che essere sempre all’avanguardia. Dapprima con il teatro della compagnia Interrogante e ora con l’ideazione e la messa in opera di un vero e proprio avanguardistico metodo, nell’ambito della della didattica italiana.
