Sbaraglia tutti il filmmaker catanese Francesco La Rosa, che con determinazione e spirito combattivo porta a Roma la sua ultima opera cinematografica, Strade Strette, imponendosi come una delle voci più autentiche del cinema indipendente italiano.
Girato tra Catania e provincia, il film nasce da un lavoro corale che coinvolge amici, colleghi, parenti e artisti dello spettacolo locale e nazionale. Una “squadra” caricata prima della battaglia, unita da ideali comuni e tematiche forti: sostegno alle persone con disabilità, violenza sulle donne, redenzione e riscatto umano.
Con una durata di due ore e 54 minuti, Strade Strette è un racconto intenso, girato tra strada e location interne, che costruisce un impianto drammatico-sentimentale capace di tenere lo spettatore in costante tensione emotiva. Al centro della narrazione, una storia d’amore adolescenziale e il coraggio di una madre pronta a tutto pur di restituire felicità alla figlia, abbandonata dal marito.
Si tratta di un film amatoriale solo per definizione, perché privo di troupe strutturate, grandi produzioni e mezzi tecnologici avanzati. Ma è proprio questa assenza a rendere l’opera più genuina e vera, frutto di sacrifici, idee, intuizioni e di una visione autoriale sincera.
Il percorso di Strade Strette si chiude simbolicamente a Roma, venerdì 16 gennaio, presso Palazzo Santa Chiara, durante la XXVIII edizione del Concorso Artistico-Letterario “Antonio de Curtis – Totò: Principe, Maschera e Poeta”.
Per la sua opera, Francesco La Rosa ha ricevuto:
- Premio alla Regia
- Premio Migliore Attrice Protagonista a Sofia Carrasi
- Medaglia della Camera dei Deputati, per i temi di forte impatto sociale affrontati nel film
Un riconoscimento che consacra Strade Strette come progetto cinematografico capace di coniugare arte, impegno sociale e resistenza creativa, confermando Francesco La Rosa come autore da seguire nel panorama indipendente italiano.


