Il 25 novembre è la Giornata Internazionale dedicata a tutte le donne che hanno subito violenza: un’occasione per ricordare, ma anche per celebrare il coraggio di chi, ogni giorno, lotta per la libertà, la dignità e il rispetto.
Ieri, 24 novembre, un nutrito gruppo di attiviste e attivisti milanesi si è riunito davanti a Palazzo Marino, in Piazza della Scala, per anticipare di un giorno questo momento di memoria collettiva e impegno civile. Né la pioggia né il freddo sono riusciti a fermare la partecipazione: la volontà di testimoniare era più forte delle intemperie.
Durante la serata, le attiviste hanno ricordato come la violenza di genere e il femminicidio non siano un problema esclusivamente italiano. Oltre alla violenza domestica, esiste infatti una violenza più ampia, che emerge drammaticamente nei contesti di guerra: nei conflitti contemporanei, la violenza sulle donne viene spesso utilizzata come arma e come forma di tortura.
Numerose sono state le testimonianze condivise da donne provenienti da diverse aree del mondo.
Dall’Afghanistan, dove i Talebani hanno riportato le donne a un regime di brutalità sistematica; all’Iran, con il ricordo delle giovani arrestate, torturate e uccise; al Sud Sudan, con le violenze dei guerriglieri Janjawid, responsabili dei crimini in Darfur. E poi le voci delle donne russe e ucraine, israeliane e palestinesi, oltre a quelle italiane: tutte unite da un filo comune di dolore, resilienza e memoria.
La violenza non è un destino: è una ferita sociale che possiamo e dobbiamo sanare con solidarietà, ascolto e responsabilità. Rinnoviamo il nostro impegno a proteggere i diritti delle donne e a garantire loro un futuro libero dalla paura.
Un ringraziamento speciale va a tutte le donne presenti, che — nonostante una serata buia e tempestosa — hanno portato con sé non solo le proprie testimonianze, ma anche un tocco di umanità e una ventata di calore.


