MONDO

RADICE D’AFRICA FESTIVAL: LA TRAMANDAZIONE CHE UNISCE E RAFFORZA

Grande successo per la sesta edizione domenica 13 luglio,  giornata intensa e ricchissima in cui si è reso onore alle comuni radici africane

L’Africa è un albero con tantissime radici che sono dappertutto. Noi abbiamo pensato di usare le tradizioni, la musica, la danza  delle diverse culture africane  per far conoscere a più persone possibili queste radici, che sono giganti. Il mio sogno si sta avverando”. Con queste parole il danzatore togolese Akueson Adotey Dotcha, il Maestro Dotcha ha raccontato al pubblico l’origine di un sogno che lo ha portato fino al debutto il 13 luglio della sesta edizione di Radice d’Africa   Festival,  l’evento da lui  ideato sei anni fa e promosso e prodotto dall’Associazione Culturale Radice d’Africa, sotto la direzione e il coordinamento di Nicoletta Simbari, Francesca Cosentino e Veronica Lonedo. Dalle  10.30 alle 23.00 di domenica  per la prima volta nello splendido scenario di Villa Tittoni a  Desio ,  danza, musica, incontri, laboratori per grandi e piccini, mostre di pittura, artigianato, cucina tradizionale e attività per tutte le età si sono, più che susseguite, sovrapposte dando l’impressione ai numerosi visitatori di essere completamente immersi  in un mondo di “afritudine”, di pace e di bellezza, quello che tutti vorremmo potesse durare anche dopo quella domenica di festa. E così,   al primo piano di questa  storica dimora de 1651 le mostre  di pittura “Tutto il mondo è paese” di Alioune Badara Ndiaye , “Afrocubismo”  di Lanusa Silva, “Lei, Africa” di Jonathan Rodriguez, e la installazione fotografica “La nostra bellezza” – di Roberta Ciapparelli vivevano in contemporanea con i 3 talk tematici  – Identità mista nelle famiglie interculturali con  Cristina Sebastiani di AIFCOM; Educazione e diritti dell’infanzia  in Senegal con Lucia Besana di JANGHI; Racconti di migrazione e riscatto  con Amaka Ethel Nwokorie, autrice del libro “Le parole di mio padre”  – che si si succedevano nel corso della giornata al piano terra. La street art di Antonio Ruocco e Gabriele Bonavera dava  vita al murale work in progress “Un muro come ponte” con la partecipazione del pubblico, chiamato dagli artisti a lasciare una frase sul tema “Cosa è l’arte per te” mentre nella sala Stendhal si levava il ritmo delle percussioni, protagoniste nei workshop  con i maestri musicisti Mensah Aziaba, Babel Thiam o come accompagnamento negli stage di danza afrocubana, sabar, hip hop, danza creativa FUX e danze tradizionali del Togo dei maestri Mavis Cachita, Doudou Diaw, Jessica Mabel, Barbara Galbiati e Dotcha. In tutto ciò prendeva vita in una  sorta di  dimensione parallela il “Radice d’Africa”  dei bambini,   curiosissimi di scoprire come si fa a dipingere con la sabbia insieme ad Alioune Badara Ndiaye, di sperimentare il laboratorio “Piccola Macchia” di Claudia Matarrese o di trovare il proprio trucco perfetto con i trucca bimbi di Maria Sapia. Oppure di seguire lo straordinario percorso esperienziale “Silenziose tracce”, passeggiata collettiva alla scoperta del paesaggio attraverso l’interrelazione non verbale dei partecipanti condotta da Laboratorio Silenzio, associazione composta da persone sorde e udenti. Vista  la quantità di cose da scoprire e a cui partecipare per grandi e piccini, non potevano mancare i punti ristoro dell’Area Afro Food, la cucina di  Prince di Welcome to Ghana e di Fatou dal Senegal, dove trovare cibo e bevande africane tutto il giorno. E per portarsi a casa una piccola “radice” d’Africa, un fornitissimo Afro Market offriva gioielli vestiti prodotti artigianali e ingredienti per ricette e bevande africane. Il gran finale della serata ha voluto mescolare musicalmente le generazioni, africani e afrodiscendenti: da un lato lo spettacolo dedicato alla tradizione dei riti voodo del Maestro Dotcha e dei nove percussionisti arrivati appositamente dalla Francia per l’evento; dall’altro il live show case del cantante italo-nigeriano Roy Raheem e il dj set di Therapy. Una giornata travolgente ma perfetta in cui le radici brianzole dei secolari alberi di ParcoTittoni si sono intrecciate con le radici africane di artisti, musicisti, artigiani, ristoratori e soprattutto bambini, scambiandosi memorie preziose che la natura conserverà fino al prossimo anno, quando Radice d’Africa Festival, si dice si mormora, sarà ancora più grande.

Comments

comments

Articoli simili

Myanmar to host tourism expo at the end of 2018

Redazione

Why you need a cheering squad in your fitness journey

Redazione

l 90° Gran Premio d’Italia sarà una festa per tutti i tifosi

Redazione
error: Contenuto protetto da copyright. Vietata la copia. Per informazioni scrivere a redazione@milanoetnotv.it