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AFGHANISTAN BAMBINI DENUTRITI E VENDUTI PER POTER SFAMARE LA FAMIGLIA

L’Afghanistan ha il più alto tasso di mortalità infantile del mondo e un dato che spesso non viene sottolineato, Negli ultimi 16 anni oltre 28mila bambini afghani sono stati uccisi o feriti in un conflitto a fuoco.

Il ministro della Salute talebano i numeri sono lontani dalla realtà. “Le statistiche rilasciate dall’Unicef non sono accettabili – dice Abdul Bari Omar – Abbiamo ereditato questa situazione sanitaria con 50 bambini su 1000 che muoiono nella prima infanzia. Purtroppo non abbiamo ospedali specializzati e ben equipaggiati. Quando siamo entrati in Afghanistan l’ospedale Indira Gandhi era in condizioni pessime”.

Il dato nel 2022 non tende a migliorare ma bensì a peggiorare Secondo il fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia la povertà continua a crescere e alla fine del 2022 ci saranno più di 3 milioni di bambini malnutriti

“Abbiamo provato a curarlo nella nostra città ma non ha funzionato – dice una mamma di Maimana – ora l’abbiamo portato in ospedale e sembra stia meglio. I dottori gli danno delle medicine. Sono qui da 45 giorni”.

Anche l’Organizzazione mondiale della sanità segue con preoccupazione questa situazione. Secondo l’Onu alcune famiglie, soprattutto in aree remote, vendono i propri figli perché non sanno come nutrirli.

Spesso si sentono storie  di genitori che hanno venduto la propria figlia per farla sposare, all’età di 10 anni prendendo un acconto in modo da poter sfamare la sua famiglia di cinque figli. Senza quei soldi, sarebbero tutti morti di fame.

Molti poveri in Afghanistan stanno prendendo decisioni disperate come queste, mentre la nazione precipita in un vortice di povertà.

“Giorno dopo giorno, la situazione si sta deteriorando in questo Paese e soprattutto i bambini stanno soffrendo”, dice Asuntha Charles, direttore nazionale dell’organizzazione umanitaria World Vision in Afghanistan, che gestisce una clinica per sfollati appena fuori dalla città occidentale di Herat.

“Oggi ho il cuore spezzato nel vedere che le famiglie sono disposte a vendere i propri figli per sfamare altri membri della famiglia”, continua Charles.

L’acquisto di maschi è meno comune rispetto alle femmine e, quando avviene, si tratta di casi di neonati acquistati da famiglie che non hanno figli maschi.

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