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8 MAGGIO: AL VIA LA 7° EDIZIONE DEL FESTIVAL CULTURALE BERBERO

Una tavola rotonda sui Berberi (anzi, gli Imazighen) in Libia e poi musica, un film, poesia, danza: per conoscere una popolazione antica e di grande valore.

Sarà inaugurato venerdì 8 maggio il 7° Festival Berbero di Milano che per due week end l’8 e il 9, nonché sabato 15 e  domenica 16, offrirà molteplici occasioni – dalla poesia al cinema, dalla danza al teatro comico – per conoscere e approfondire la ricchissima cultura dei Berberi, che nella loro lingua si definiscono Imazighen,  “gli uomini liberi”.

La popolazione autoctona del Nord Africa conta circa 40 milioni di persone, distribuite in Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ma presenti anche in  Mali, Niger, Burkina Faso. Gli Imazighen, Berberi per il resto del mondo,   per 30 secoli sono riusciti a mantenere la loro identità culturale e la loro lingua nonostante le molte dominazioni, compresa quella dagli Arabi, con cui spesso a torto il mondo li confonde.

Organizzata dall’Associazione Culturale Berbera di Milano,  fondata nel 1998 dal professor Vermondo Brugnatelli, la manifestazione  sarà  offerta  sulla pagina Facebook dell’associazione stessa in modalità  on line, nel rispetto delle misure sanitarie vigenti e per offrire a una platea più vasta possibile l’opportunità di accedere a questa rara occasione di arricchimento.  

La tavola rotonda sui Berberi in Libia

Proprio al tema della loro futuro è dedicato il primo evento del festival programmato per sabato 8 alle 21.00,  la conferenza dal titolo “Quale ruolo per i Berberi nella Libia della “riconciliazione nazionale?”. Mentre le due fazioni che si sono fronteggiate all’indomani della caduta di Gheddafi in Libia stanno faticosamente cercando di trovare il modo di convivere, alla comunità  Amazigh (“berbera” al singolare, nella loro antichissima lingua, il tamazigh), fortemente rappresentata in quella regione dell’Africa, rischia di essere ancora una volta lasciata da parte.

All’approfondimento di un tema assai complesso che abbiamo senz’altro troppo superficialmente descritto, daranno il proprio contributo la giornalista Sana Elamnsuri, fondatrice di una TV libica in lingua tamazigh, una delle voci più informate sul tema, che darà una testimonianza diretta di quanto sta avvenendo in loco; Caterina Roggero, ricercatrice presso l’Università Bicocca di Milano e autrice di due diverse opere sulla geopolitica del Nordafrica; Masin Ferkal, originario della Cabilia Algerina e fondatore dell’Associazione “Tamazgha” (Terra dei Berberi) che, grazie alla sua attività di informazione e riflessione sui social media, è un importante punto di riferimento per la popolazione berbera del Nordafrica e per la sua numerosissima diaspora europea.

Infine, il già citato Vermondo Brugnatelli, professore associato di lingue e letterature d’Africa presso l’università di  Milano Bicocca e fondatore  dell’Associazione Culturale Berbera, ospite e organizzatore  dell’evento in qualità di presidente della Associazione Culturale Berbera

Dall’8 al 16 maggio, un programma ricchissimo, tra danza, cinema, poesia

Per quanto riguarda i successivi appuntamenti, diamo qui una veloce carrellata sul programma dei giorni a seguire. Domenica 9 maggio alle ore 15.00 proiezione del film “A Casablanca gli angeli non volano” di Mohamed Asli a cui seguirà l’ incontro con il protagonista Rachid El Hazmir.

Sabato 15 maggio dalle 21.00, il “Concerto berbero a più voci”, spettacolo di musica e arte varia con Zora Tanirt (cantautrice marocchina, vedova del grande Ammouri Mbarek) e  Abdullah Ashini (cantautore berbero della Libia, perseguitato sotto Gheddafi); seguirà “Lettura di poesie” di Elhanafi Eladaoui poeta berbero del Marocco quindi uno “Sketch umoristico” con Rachid Aslal.

Domenica 16 maggio alle 15,00 è previsto lo spettacolo “Danze, letture di fiabe e ritmi del mondo berbero”  con Dhamila Zaki e il gruppo Zagharid. A seguire,  per chiudere in bellezza, “Metiss’art”, performance di danze varie, quali: danze cabile con un omaggio a Idir, danze chleuh, collegamenti con danzatrici berbere da Parigi.

Un programma di alto livello quello del Festival, che rende merito alla Associazione Culturale Berbera che da più di 20 anni si dedica diffondere la conoscenza di questa antica e resiliente popolazione. www. berberi.org.

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