CRONACA

SEGRETI MILITARI VENDUTI AI RUSSI COSA SAPPIAMO VERAMENTE

In questi ultimi giorni si e fatta più chiarezza sulla vicenda di spionaggio che, martedì mattina, aveva portato all’arresto di un ufficiale della Marina militare Italiana e al fermo di un ufficiale militare russo in servizio all’ambasciata russa di Roma, presi sul fatto mentre compivano un atto di spionaggio ai danni dell’Italia.

L’ufficiale italiano è stato arrestato con le accuse di spionaggio e rivelazione di segreto, mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha fatto sapere mercoledì di avere espulso due funzionari russi, tra cui quasi certamente l’ufficiale coinvolto nello scambio di documenti.

L’ufficiale italiano coinvolto nel caso di spionaggio si chiama Walter Biot, ha 55 anni e ha il grado di capitano di fregata.

Una carriera in ascesa fino ad arrivare nel 2015 allo Stato maggiore della difesa, cioè l’organo che coordina l’attività di tutte le forze armate italiane e intrattiene le relazioni con le varie organizzazioni internazionali, tra cui la NATO, quando si tratta di questioni militari.

Lo scambio come riportato da diversi giornali e avvenuto martedì mattina, non si sa bene quanti ne siano avvenuti in questi ultimi tempi, in i carabinieri del ROS (Raggruppamento operativo speciale), assieme all’AISI, l’agenzia che si occupa della sicurezza interna, sorvegliavano i due già da alcuni mesi.

 Secondo le ricostruzioni, Biot avrebbe fotografato un certo numero di documenti e li avrebbe salvati su un supporto digitale, poi pianificato la consegna, avveniva lo scambio in un parcheggio del quartiere Spinaceto, nella periferia sud di Roma, raggiunto poi in un secondo tempo dal complice Russo.

Per ora non ci sono informazioni affidabili su quanto fossero importanti a livello strategico o militare i documenti che l’ufficiale italiano avrebbe consegnato al russo.

Non è nemmeno chiaro quanto importanti e riservati fossero i documenti a cui Biot aveva accesso dal suo ufficio del Terzo reparto: si tratta di un ufficio non di primo livello, dove non passavano i segreti più importanti dello stato, ma in cui circolavano comunque molti documenti classificati, cioè riservati.

Adesso non e chiaro cosa succederà l’ufficiale colto in flagrante con Biot e stato espulso dall’Italia e Di Maio ha detto in Senato che quest’operazione di spionaggio è un atto ostile.

Le relazioni tra Italia e Russia sono comunque storicamente piuttosto buone, specie se messe a confronto con quelle che la Russia intrattiene con altri paesi dell’Unione Europea, e non ci si aspetta che questo caso di spionaggio, anche se grave, possa provocare una crisi.

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