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IL BENVENUTO AI 15 LEVRIERI ABBANDONATI: ECCOLI CON LE LORO NUOVE FAMIGLIE

Sky, Sunshine, Paloma, Brown, Panthera e gli altri levrieri sono arrivati. Dopo un passato di torture, ecco il giorno #1 della loro rinascita

Ad aspettarli  c’è persino un red carpet su cui muoveranno i passi per arrivare tra le braccia delle loro nuove famiglie, a godersi le prime coccole della loro nuova vita dopo un lungo  viaggio dall’Andalusia  e un rigoroso check point sanitario, prima della consegna. Scendono ad uno ad uno, frastornati e impauriti perché, dopo tutto quello che hanno patito, qualche dubbio sulla bontà dell’essere umano gli è rimasto. Arrivano sul tappeto rosso mentre Irene Vercellino, di “Un levriero perla vita” , l’associazione fondata nel 2019 da Maria Grazia Gallinotti per trovare una soluzione al fenomeno dei levrieri da caccia, i galgos,  abbandonati,  chiama  la famiglia e si propone come intrigante storyteller delle vite disastrate di questi splendidi cani,  che dalla loro indole mansueta  e dalla imbattibile velocità, hanno rimediato solo un sacco di guai. Il prequel è di quelli che ti fan venire qualche idea su cosa potresti fare nelle prossime vacanze, se ancora fosse praticabile l’ occhio per occhio di antica memoria e se non avessimo imparato in tempi più recenti che il lavoro sporco è meglio lasciarlo fare al karma

La vita dura del  “galgo”

“Quando il cane è in età per cacciare -racconta Irene – viene picchiato da tutti meno dal padrone, ma dal giorno dopo sarà proprio lui, grazie alla devozione ottenuta con l’inganno, a maltrattarlo, lasciarlo senza cibo per farlo cacciare con più disperazione, e infine abbandonarlo”.  Cosi sul red carpet arriva la storia di Chica, abbandonata a fine stagione semplicemente perché, a mo’ di sandalo fuori moda…era appunto finita la stagione. C’è la storia di SKY, maestoso levriero biondo, a cui il cacciatore ha strappato un orecchio non si sa perché. C’è quella di Sunshine, che sarà il quinto componente di una famiglia di umani dotata di un benefit extra: la mamma è veterinario. Oppure quella di Paloma,  fattrice che per 10 anni ha vissuto in uno spazio grande come una gabbia per conigli  o quella di Panthera,  un’eleganza da modella,  giovanissima, scartata perché  per diventare un cane da caccia è troppo buona. E’ stata graziata dal morire in fondo a un pozzo perché dalle sue parti esisteva un posto dove lasciarla viva, il rifugio  creato 5 anni fa  da John Powels insieme alla moglie Sandy.

Il rifugio di John Powels in Andalusia

  “ Quando lasciai la vita in Belgio per aprire in Spagna una pensione per cani – racconta John che ha accompagnato tutti i galgos e i podenco,  in questo viaggio  in Italia- non sapevo cosa avrei scoperto una volta arrivato là. Una sera mi portarono Hanna, un levriero  femmina   che stava per partorire, che non mangiava e beveva da chissà quanto.  Dopo 48 ore di levrieri all’hotel ne avevo 10 e davanti a me una nuova missione: salvarne il più possibile. Ora  sto riuscendo nel mio intento grazie alla collaborazione con Un levriero per la vita in Italia e Maria Grazia”.

Come è nata “Un levriero per la vita”

“ Ho aperto una mia realtà nel 2019  dopo 14 anni di associazionismo – racconta  Maria Grazia  Gallinotti  che dirige Un levriero per la vita  insieme a Nicola Panarelli, Gabriella Gallinotti e Rita Palomba, membri del direttivo – perché volevo da un lato continuare a trovare famiglie adottive per  questi cani bellissimi, molto empatici e sfortunati e, dall’altro, sensibilizzare l’ opinione pubblica  affinché la barbara tradizione, che prevede l’abbandono o il sacrificio del cane a fine stagione per propiziare la successiva, abbia finalmente fine.  Due i principi che ci ispirano: la trasparenza amministrativa e la centralità delle esigenze del cane. Con il suo bagaglio di sofferenza passate, il levriero o il podenco, l’altra razza che trattiamo, deve evitare adozioni sbagliate, false partenze, abbandoni ulteriori”

A scuola di coccole: i corsi per le famiglie che adottano

E’ proprio per aiutare questo delicato momento di rinascita che tutti gli adottanti la mattina di sabato hanno seguito tre ore di corso in cui Maria Grazia Gallinotti insieme a Cristina Bompani dell’associazione “La casa degli elfi” di Vicenza, special guest dell’evento e da sabato in cerca di un adozione per Brown, un bellissimo podenco color cioccolato , hanno dato preziosi consigli: dall’inadeguatezza del collare a favore della pettorina al terrore per le biciclette e invece all’amore per rettilinei,  per i binari, le autostrade dove punterebbe l’eventuale imprendibile fuggiasco con conseguenze quasi sicuramente letali. Attentissime le aspiranti famiglie adottive, ben consapevoli del tesoro prezioso che stanno per prendere in casa.

Cosa vuol dire adottare un galgo o un podenco?

 ”Ho scoperto che potevo adottare un levriero capitando per caso in mountain bike al maneggio di Maria Grazia – racconta Laura, manager di Avigliana ( TO) –  Ho visto i suoi 11 levrieri correre in branco e ho deciso. Dopo un mese e mezzo,  oggi è arrivato Sky”. “Dopo aver adottato un levriero femmina di nome Alambra – commenta Alessandra, professoressa di educazione fisica – ho scelto  da oggi  di avere Milla, un podenco  dal bel carattere che, arrivata impaurita e sottomessa, adesso gioca gioiosa con mia figlia”. Coraggiosa la scelta di Giacomo, che  dall’alto dei suoi 16 anni, è il più giocane adottante dell’associazione.  Ha promesso a mamma e papà di sapersi meritare la responsabilità di Tango, dolcissimo esemplare screziato. Francesca poi, mamma di due splendide gemelline e di tre cani,  da sabato ha preso in casa Triana, il cane numero 4 mentre Nadia ha dato una casa a Conde, che rischiava un altro abbandono da una famiglia adottiva che ci aveva ripensato. Ma il record è di Irene, la nostra storyteller,  alla quale i levrieri proprio non piacevano, così altezzosi e distaccati. Conoscendoli, ha capito che sono in realtà dolci e rispettosi,  due qualità di cui esseri malintenzionati approfittano in modo sistematico. Insomma ora ne ha 7.

Cicatrici che si possono curare

 “Vedrete che i vostri cani hanno il corpo pieno di cicatrici – conclude Irene nel suo commiato alle famiglie – e altrettante ne hanno nella loro anima. Grazie a voi le cicatrici ora non esistono più. Diventerete il loro mondo. Noi di “Un levriero per la vita” siamo orgogliosi di aver dato loro la possibilità di rinascere e avere ancora fiducia negli esseri umani. Ora tocca a voi”.

Contatti: info@unlevrieroperlavita.it

Per adottare Brown: casadeglielfi.rescue@gmail.com

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