FISCO & FAMIGLIA

IL MODELLO 730 – LE SPESE SANITARIE DETRAIBILI

Anche se l’emergenza sanitaria da Coronavirus ha prorogato a fine settembre la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi, come ben noto, sul sito dell’Agenzia delle Entrate tutti i contribuenti possono già visualizzare, modificare e integrare il loro 730 precompilato e quindi possono verificare se le spese detraibili che risultano al Fisco siano esatte.

Anche quest’anno l’Agenzia delle Entrate ha confermato la possibilità di detrarre il 19% delle spese sanitarie ed è stato altresì confermata la franchigia di euro 129,11 come soglia minima da superare per avere diritto alla detrazione. Quindi al di sotto della somma di euro 129,11 non è possibile godere delle detrazioni previste dalla legge.

Come specificato sempre dall’Agenzia delle Entrate per la dichiarazione dei redditi precompilata 2020, le spese sanitarie detraibili sono:

  • acquisto di medicinali da banco e/o con ricetta medica (anche omeopatici);
  • le prestazioni chirurgiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni;
  • prestazioni specialistiche;
  • acquisto o affitto di protesi sanitarie;
  • prestazioni rese da un medico generico (comprese le prestazioni rese per visite e cure di medicina omeopatica);
  • ricoveri collegati a una operazione chirurgica o a degenze. Ricordiamoci però che in caso di ricovero di un anziano in un istituto di assistenza e ricovero, la detrazione non spetta per le spese relative alla retta di ricovero e di assistenza, ma solo per le spese mediche che quindi devono essere indicate separatamente nella documentazione rilasciata dall’Istituto;
  • spese relative all’acquisto o all’affitto di dispositivi medici (ad esempio apparecchio per aerosol o per la misurazione della pressione sanguigna) purché dallo scontrino o dalla fattura risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico che deve essere contrassegnato dalla marcatura CE (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 20/E del 13/05/2011);
  • spese relative al trapianto di organi;
  • importi dei ticket pagati, se le spese sopraelencate sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.

Per quanto riguarda la detrazione delle spese sanitarie, la normativa prevede che anche le spese sanitarie effettuate all’estero possano essere dichiarate e detratte nel modello 730/2020 al pari di quelle effettuate in Italia. Poiché il fisco già possiede gran parte delle fatturazioni rilasciate sul territorio italiano di ciascun contribuente, ma non è in grado di vedere quelle sostenute all’estero, è bene conservare le ricevute da esibire al Caf o al professionista incaricato, per eventuali controlli prima di portare in detrazione le spese.

La fattura rilasciata all’estero dovrà però essere tradotta in lingua italiana da un traduttore giurato e il corrispettivo pagato in valuta locale, se diverso dall’euro, convertito in moneta comune col cambio ufficiale della BCE del giorno in cui è stato effettuato il pagamento. I documenti sanitari, che ovviamente devono essere debitamente intestati al contribuente, possono anche essere presentati in lingua originale se rilasciati in inglese, francese, spagnolo o tedesco e tradotti personalmente senza bisogno del traduttore giurato. Diversamente dovranno essere sottoposti a traduzione ufficiale. Inoltre è molto importante sapere che per le spese sanitarie sostenute all’estero, come sottolineato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 122 , del 1° giugno 1999, tutte le spese di viaggio e soggiorno sostenute per recarsi sul posto dove verranno rilasciate le prestazioni sanitarie, non sono detraibili.

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