
E’ diventato famoso nel mondo per un pezzo intitolato “La Mujer del pelotero”, che chiunque abbia messo piede in una discoteca dove si balla latino ha ascoltato almeno una volta, per essere un pezzo molto amato dagli animatori perché riesce a trascinare in pista e far ballare tutti quanti.
E’ una conga, un ritmo che con quello del reggaeton che è invece il genere di musica che ha reso celebre Baby Lores, al secolo Yoandys Lores Gonzales, non ha niente a che fare.
O forse si. Il reggaton cubano – ha commentato l’artista che Milano Etno TV ha incontrato nel backstage prima del concerto tenuto da Baby Lores la sera del 21 luglio – ha una cosa che lo rende differente da quello che è arrivato a Cuba da Portorico o Panama.
Prima di cantare ero un produttore e nel mio studio ho visto passare i più grandi gruppi cubani, di raggaeton e non, da Gente di Zona alla Charanga Habanera.

Ebbene come producer e poi come cantante nel Clan 537, un gruppo che ha marcato il genere urbano in Cuba, mi sono reso conto che c’è una cosa che l’artista cubano, anche quando segue influenze esterne, non può controllare: è la “sandunga”, la clave cubana, “la sangre” che trovi nella timba, nel son, nella rumba, tutti ritmi che si imparano in mezzo alla strada del quartiere povero, nel barrio urbano e che emergono incontrollabili nel reggaton cubano, rendendolo unico.
”Tutti i bambini crescono con la rumba nel sangue”.

Ed è proprio ai bambini che Lores, originario di Cienfuefgos come Alexander Abreu di Havana de Primera.
E come lui da piccolino membro del Grupo Ismaelillo, un progetto socio-pedagogico cubano per bambini con difficoltà di comportamento sociale creato dal pedagogo Gonzalo Bermudez Toledo, ha dedicato il suo prossimo progetto “Si chiama LA EDAD DE ORO, prendendo il titolo di un romanzo del grande poeta Josè Marti ” – conferma Lores – il progetto che sto creando all’Havana per portare nella capitale cubana un concetto simile al Grupo Ismaelillo, con l’aiuto di professori di musica e di psicologi.
Vorrei che anche all’Avana i bambini con difficoltà di comportamento potessero avere i benefici di imparare a suonare ed esibirisi.
La musica non è per loro un fine, ma un mezzo per migliorare e anche per guarire che può far diventare l’infanzia e l’adolescenza per davvero LA EDAD DE ORO”.
