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ALVARO TORRES INCANTA IL LATIN FESTIVAL DI ASSAGO: LA MUSICA ROMANTICA VIVRA’ PER SEMPRE

Forse perché, quando ha iniziato a cantare, tutte le fan lo hanno seguito come in un incantesimo, parola per parola; o  perché  anche le colleghe giornaliste latine  si sono messe a cantare con lui  e alla fine hanno anche pianto, senza mai smettete di lavorare, fotografare, intervistare; o perché  anche chi non lo aveva mai visto dal vivo,  ha sentito a fior di pelle e   con il cuore ciò che non aveva mai visto con gli occhi, perché l’essenziale, come dice il Piccolo Principe, agli occhi è invisibile. Sta di fatto che, per tutte queste ragioni,   se  fosse esistito un “misuratore di emozioni” il 24 giugno al concerto di  Alvaro Torres al Latin festival di Assago , sarebbe  di certo andato in tilt.  Non sembrava vero. Dopo aver ascoltato le sue canzoni  per radio, nelle musicassette e poi nei CD da oltre quarant’anni, le fan stentavano a credere di avere davanti a loro, presentato da una emozionata eppure impeccabile Eradis Josende, il maestro  Alvaro Torres “en vivo”: un nome, una leggenda come la storia della sua vita.   Nato nella Repubblica di El Salvador, cresciuto  in un villaggio molto umile,   grazie al suo talento musicale diventa ben presto il primo cantante internazionale del Salvador.   Famosissimo in Sud America e nei Caraibi,  negli States e in tutte le comunità latine del mondo grazie ai 40 anni di successi , ai 25 album come cantautore di ballate e bolero, il  suo nome dal 2010 è accanto ad una stella tra le  celebrity  della famosa Calle 8 di Miami. Può vantare  moltissimi riconoscimenti  tra cui una nomination ai Grammy Latinos nel 2010 , vari premi Lo Nuestro e  un Bilboard Award nel 1992, in duo con la compianta cantante Selena.  Ma quello a lui più caro è la nomina ad Embajador de la Buona Voluntad en Mision Especial para Niñas y Niños Migrantes conferitogli dal Governo del Salvador per la sua opera di sensibilizzazione sui genitori perché non espongano i loro figli ai rischi di una emigrazione clandestina.  Per tutta questa incredibile carriera, quando Alvaro Torres, l’ultimo romantico,  è arrivato ad Assago per la sua prima tappa della tournee europea che lo ha visto in  Italia a Roma  e Milano  e poi a Madrid per lanciare il suo nuovo lavoro album Otra vida, era  preceduto da un  tam tam mediatico e da un passa parola senza precedenti che l’artista ha cercato di spiegare nelle interviste ( in doppia sessione per over-booking) ai  giornalisti italiani: “ Ho iniziato a scrivere perché ero troppo timido per parlare  – ha  raccontato l’artista –  ma, diventando adolescente, sentivo forte la necessità tradurre in parole le emozioni che sentivo dentro. Così è nata la mia prima canzone,  “Dulce Amiga”, dedicata ad una ragazzina che si chiamava Columba. Avevo 12 anni”.  Da metà degli anni ‘70 in poi la sua notorietà conquista l’America latina. “ Cantando d’ amore e disamore – racconta Torres –  divenni la “banda sonora” delle

CON FABIO MESSEROTTI, “PATRON” DEL FESTIVAL

passioni e dei dolori  di almeno tre generazioni”. La sua fama attraversa gli anni ‘80 e gli anni ’90 fino a noi,  conquistando Paese dopo Paese. “Ricordo che nel 1991 ero a Viña del Mar in Cile  per il premio Gaviota –  continua Torres  nell’intervista – e d’un tratto per un problema tecnico l’orchestra si blocca.  Non decisi nemmeno, continuai a cantare a cappella. Alla fine  quella sera vinsi il premio Gaviota de Plata  e  conquistai il pubblico del Cile per sempre con quella canzone.   Era Madre Soltera”.  Una canzone leggendaria,  a cui l’artista è legato in modo particolare perché l’ha composta per una “madre soltera” una ragazza madre, molto speciale. “Ci sono donne coraggiose – ha raccontato dal palco al suo pubblico adorante – che con forza e volontà hanno dovuto andare avanti da sole, senza badare a quello che diceva la gente.  Parlo per esperienza”.   Fino a qui avevamo detto delle  sue umili origini ma non  rivelato che suo padre aveva abbandonato  lui e sua madre e che lei stessa era una madre soltera.  E’ lei – come ha rivelato nella nostra intervista –  la donna speciale che ha ispirato le parole di una delle canzoni più famose e fortunate della sua produzione,  che lo ha fatto adorare dalle donne latine di tutto il mondo. Di Cuba in particolare, dove nel  dicembre 2013 Torres arrivò per la prima volta senza che nessun lo avesse mai visto dal vivo e senza sapere quello che lo stava aspettando. Il teatro  dell’Havana predisposto per il concerto che conteneva 3500 persone venne assalito dalla folla e si rivelò miseramente inadeguato. A nulla valsero le repliche dei giorni dopo e  alla fine  lo lasciarono andare via dalla “Isla bella” solo perché promise di tornare presto. E così fu, ma  questa volta non più nei teatri “ Fui il primo artista internazionale per cui a Cuba aprirono gli stadi  da baseball – racconta divertito l’artista a Milano Etno TV – e il primo a cui venne dato l’onore parlare al microfono di una televisione cubana. Dal vivo “. Anche al concerto, a giudicare dalle bandiere, Cuba era ben rappresentata come anche  sul palco,  dai componenti dell’orchestra che l’artista ha presentato uno ad uno. Cubano dell’Havana Dani alla chitarra elettrica e Danilo il batterista, di Holguin è Fidèl, il multistrumentista, la  sera del concerto alla chitarra elettrica solista. Habanero Daniel Escudero il direttore musicale, alle tastiere e  cubano infine Josè Luis Castro l’efficientissimo, severissimo manager, croce e delizia di noi giornalisti. Tra gli “stranieri” Dimitri al basso dalla Grecia e la corista Ornella, in arte Ada Reina, metà argentina e metà peruviana, invitata a duettare con il maestro nella canzone “Buenos amigos”. “ Per me è stato un onore cantare una canzone così bella – ha commentato la giovane

TORRES CON ADA REINA

artista – e rappresentare il ruolo che fu di Selena a fianco di un grande maestro come Alvaro Torres”.  Ben rappresentato tra il pubblico la patria  di Torres, la Repubblica del Salvador,  a cui l’artista ha  fatto omaggio dedicando una canzone famosissima ai due bimbi  intervenuti in rappresentanza dell suo Paese a fianco del consigliere regionale Antonio Saggese che ha consegnato una targa  all’artista da parte della Regione Lombardia per il suo impegno sociale a favore dell’adolescenza. Più che una canzone, un inno: Patria querida.  E sulle note di Patria querida, Alvaro Torres ha provato a concludere,  riuscendoci solo  mezz’ora dopo, al quarto bis. “ Sono contento che sia piaciuto così tanto il mio concerto – ha commentato a caldo l’artista scendendo estenuato dal palco – per me è stato un “darmi” assoluto e totale dell’anima e del cuore. Perché di questo si tratta”.  Grande conoscitore dell’anima,  Torres si immerge senza paura nelle profondità delle emozioni dell’amore e del disamore, le riconosce, le chiama per nome per poi farle emergere e  trasformare nelle parole delle sue canzoni.  Tre generazioni hanno preso in prestito proprio quelle parole per sciogliere il nodo in gola, il  silenzio pieno di tensione, le emozioni senza nome, e farle arrivare “all’altro” , legando per sempre le canzoni di Alvaro Torres alla propria storia di amore. Non c’è da stupirsi allora se le sue fan, alla fine del concerto, abbiano ancora una volta preso in prestito le parole di un suo famoso brano per lasciare sui social il loro commento più frequente: “Alvaro Torres…Nada se compara contigo”.

 

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