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Padiglione Zero Milano Expo 2015

RIT_4411 RIT_4412 RIT_4413 RIT_4415 RIT_4416 RIT_4417 RIT_4418 RIT_4419 RIT_4420 RIT_4422 RIT_4423 RIT_4424 RIT_4425 RIT_4426 RIT_4429Curato da Davide Rampello e progettato da Michele De Lucchi, il Padiglione Zero introduce la visita del Sito Espositivo di Expo Milano 2015. Quanto l’uomo ha prodotto dalla sua comparsa sulla Terra fino a oggi, le trasformazioni del paesaggio naturale, la cultura e i rituali del consumo, sono il punto di partenza per qualsiasi progetto futuro. Il Padiglione Zero è il luogo in cui raccontare questo straordinario percorso con un linguaggio emotivo e immediato.
Il Padiglione Zero secondo Davide Rampello e Michele De LucchiChe cosa racconta?
Davide Rampello: Vogliamo proporre un racconto che parte dalla memoria dell’umanità, passa attraverso i suoi simboli e le sue mitologie, percorre le varie fasi dell’evoluzione del suo rapporto con la Natura – dall’azione di addomesticare il mondo animale e vegetale all’invenzione degli strumenti della lavorazione e della conservazione – e arriva fino alle forti contraddizioni dell’alimentazione contemporanea. Un percorso emozionale che da racconto universale si fa storia individuale.Tre motivi per visitarlo…
D.R.: Conoscere, condividere, emozionarsi.Quale futuro disegna?
D.R.: Secondo la visione agostiniana del tempo, passato, presente e futuro coesistono nell’animo: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l’attesa. Ecco, ciò che l’esperienza di questo percorso intende lasciare nei visitatori è proprio la necessità di una tensione verso qualcosa di nuovo, diverso, altro.
Da cosa prende ispirazione?
Michele De Lucchi: Il Padiglione Zero riproduce un pezzo della crosta terrestre, sollevata dal terreno e posta in una posizione di preminenza. Utilizzando la schematizzazione delle curve di livello, riproduce il suolo terrestre, con montagne, colline e una grande valle centrale. I Colli Euganei, che si trovano tra Padova e Vicenza, sono il riferimento più diretto per un sistema costruttivo semplice ed efficace di struttura conica. Le acque calde affioranti di Abano e Montegrotto Terme testimoniano la presenza di sommovimenti magmatici a piccola profondità e ci permettono di costruire un paesaggio evocativo dall’effetto molto naturale.Quale interpretazione del Tema offre?
M.D.L.: Al suo interno diverse aree concettuali prendono per mano scenograficamente i visitatori, accompagnandoli alla scoperta del Tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Il Padiglione Zero offre un’esperienza di viaggio al centro della Terra, dove l’esplorazione avviene passando all’interno della crosta terreste tra le grotte che sono state ricostruite in un’atmosfera di quasi totale assenza di luce. Le montagne della crosta terrestre sono la copertura sotto la quale si sviluppano le grotte, al centro della quale si trova la “valle delle civiltà”.In che modo dialoga con i visitatori?
M.D.L.: I visitatori entrano letteralmente all’interno della Terra e guardarla dall’interno è certamente un’esperienza insolita. Siamo infatti abituati a pensare di prenderci cura del Pianeta quando ci preoccupiamo della qualità dell’aria, del benessere dell’atmosfera, della salute del terreno che coltiviamo, ma poi ci dimentichiamo della crosta terrestre, impenetrabile e oscura, su cui poggiamo i piedi e che non conosciamo assolutamente.
La presenza ONU nel Padiglione Zero
Il Padiglione Zero è anche una tappa fondamentale dell’Itinerario dell’ONU; il suo racconto si intreccerà con il tema delle Nazioni Unite: ‘Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile’. Lungo il percorso espositivo del Padiglione Zero si incontrano le Stele ONU con storie legate al tema della stanza in cui si trovano. Attraverso queste si scopre la stretta relazione tra il tema ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’ e una delle missioni fondamentali delle Nazioni Unite: garantire a tutte le persone il diritto ad avere cibo sicuro e nutriente per condurre delle vite sane e produttive, senza compromettere i bisogni delle generazioni future.
Le Best Sustainable Development Practices sulla Sicurezza Alimentare  di Expo Milano 2015
Lo sviluppo e la diffusione delle Best Practices rappresenta uno degli elementi caratterizzanti di Expo Milano 2015. Le 18 migliori iniziative virtuose selezionate, trovano la loro particolare connotazione emozionale all’interno del Padiglione Zero, per essere raccontate e valorizzate con un linguaggio comunicativo di impatto per tutto il vasto pubblico. Il Bando Internazionale, lanciato da Expo – nell’ambito del Programma Feeding Knowlege – ha permesso di raccogliere oltre 740  progetti che testimoniano il contribuito alla cooperazione a e allo scambio di conoscenze per la sicurezza alimentare. Le ‘Best Practices’ di Expo Milano 2015 diventeranno standard di riferimento e modello di sviluppo sostenibile per tutti i Paesi del mondo, a livello ambientale, sociale, produttivo, tecnico e scientifico. Le Best Practices sono emblema della “condivisione di conoscenze”e contenuto vivo e duraturo dell’Esposizione Universale, legacy sulla sicurezza alimentare per il mondo intero.

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