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Tangenti per appalti Arrestato Ercole Incalza Expo tav

Quattro arresti e 47 indagati. E’ il bilancio dell’operazione “Sistema” che ha visto i carabinieri del Ros eseguire a Roma e Milano un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Ercole Incalza, ex capo della Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture (in pensione dal dicembre scorso), degli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo e di Sandro Pacella, collaboratore di Incalza. Tra i reati contestati, corruzione, induzione indebita e turbata liberta’ degli incanti. Al centro delle indagini, la gestione illecita degli appalti delle “Grandi opere”, “mediante un articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, societa’ aggiudicatarie degli appalti ed imprese esecutrici dei lavori”.

Oltre 100 le perquisizioni eseguite e che hanno interessato, tra gli altri, uffici della Struttura di missione presso il ministero delle Infrastrutture, della Rfi, dell’Anas International Enterprises, delle Ferrovie del Sud-Est, del Consorzio Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre, dell’Autostrada regionale Cispadana e dell’Autorita’ portuale Nord Sardegna. Nel mirino degli inquirenti, gli appalti delle piu’ importanti tratte dell’Alta velocita’ del nord e centro Italia e di numerose altre Grandi opere, con importi gonfiati fino al 40%: le indagini sono partite nel 2013 per accertare presunti illeciti nella gestione degli appalti per la realizzazione del Nodo Tav di Firenze e del sotto-attraversamento della citta’.
Gli investigatori avrebbero documentato gli “stretti rapporti” esistenti tra Incalza e l’ingegner Perotti, ritenuto “figura centrale dell’indagine”, a cui sono stati affidati incarichi di direzione lavori per la realizzazione di diverse “Grandi opere”. Lo stesso Perotti avrebbe “influito illecitamente” anche sull’aggiudicazione dei lavori del Palazzo Italia Expo 2015 e sulla realizzazione del nuovo terminal del porto di Olbia.

Si indaga su “un valore di 25 miliardi di appalti”, ha spiegato in una conferenza stampa il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, secondo cui “Perotti affidava consulenze ben retribuite a Incalza”. Mentre nelle 268 pagine dell’ordinanza di custodia il Gip di Firenze disegna una rete fittissima di favori, consulenze e compensi con “protagonisti principali” l’ingegner Perotti, capace di concentrare su di se’ un gran numero di direzioni lavori, e Incalza, “in grado di condizionare il settore degli appalti pubblici da moltissimi anni”. “Ercolino”, come lo chiama confidenzialmente al telefono un ex alto dirigente delle Ferrovie (“fa il bello e il cattivo tempo ormai la’ dentro.. il dominus totale”) era cosi’ influente all’interno del dicastero delle Infrastrutture – argomenta il Gip – da aggiornare il ministro Lupi, in procinto di farsi intervistare, sullo stato dei lavori e dei finanziamenti delle Grandi opere, da buttare giu’ il programma di governo dell’Ncd e da ottenere la nomina del senatore Nencini a sottosegretario. Il Gip dedica ampio spazio allo strettissimo legame tra il dirigente e il ministro, “una relazione che ha sicuramente contribuito all’affermazione del potere di Incalza”.

E dalle carte spunta anche il nome del figlio di Lupi, Luca, che dai coniugi Perotti avrebbe ricevuto come regalo di laurea “un Rolex da 10.350 euro” e che sarebbe stato aiutato anche nella ricerca di un impiego. “Mai chiesto all’ingegner Perotti ne’ a chicchessia di far lavorare mio figlio”, la pronta smentita del ministro, “non e’ nel mio costume e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato”. Sempre Lupi, a margine di un convegno a Belluno, ha ribadito che da parte del governo e in particolare del ministero delle Infrastrutture “c’e’ la “massima disponibilità’ e collaborazione per accertare e verificare” i fatti oggetto dell’inchiesta. Ma Incalza “era ed e’ una delle figure tecniche più’ autorevoli che il nostro Paese abbia” un giro di soldi,dove si indaga e si cerca di scoprire tutto quello che di corrotto esiste per fare chiarezza in questa vicenda.

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