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Der Leiermann  Intorno ai Lieder

Der Leiermann Intorno ai Lieder

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by Gennaio 16, 2019 Senza categoria

SABATO 19 GENNAIO, ORE 21.00

Musiche di F. Schubert, A. Dvořák

Quartetto Indaco
Eleonora Matsuno e Jamiang Santi, violini
Francesca Turcato, viola
Cosimo Carovani, violoncello

Tra i monumentali Pilastri del cielo dello scultore foggiano Pino Di Gennaro, il Quartetto Indaco intona un’inedita versione dei Lieder di Schubert e Dvořák.

Milano, 16 gennaio 2018 – Il secondo appuntamento in cartellone di Geni italiani, la stagione concertistica 2018-2019 di Milano Classica alla Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame di Milano s’iscrive nella rassegna Betweenche mette – letteralmente – al centro della scena il dialogo tra arti figurative e musica, dando vita a rappresentazioni inedite fatte di suoni e di segni, “totali”, di quanto l’arte renda visibile e invisibile all’animo umano. Protagonista dell’appuntamento di sabato 19 gennaio alle 21 è il Quartetto Indaco, uno degli ensemble in residence che tornerà nell’arco della Stagione alla guida dell’orchestra d’archi di Milano Classica, in un programma dedicato alla produzione liederistica di Schubert e Dvořák. La formazione sarà attorniata dai Pilastri del cielo (2000-2017) di Pino Di Gennaro, un monumentale gruppo di totem in cartapesta e metallo alti tre metri, la cui svettante verticalità sembra ricercare un perduto contatto fra terra e cielo. All’apparenza colonne variamente corrose dagli elementi, create dalla sapiente mano dell’artista, le loro forme e colori evocano paesaggi marini, terrestri e cosmici.

La scultura farà così da scenografia “naturale” e semantica – parafrasando i “vivants piliers” di Beaudelaire – all’ascolto di Der Leiermann, ultimo Lied del ciclo schubertiano Winterreise, visionario e terribile, ma al contempo sublime emblema del mito del viandante (Wanderer) romantico in musica. Scritto per voce maschile e pianoforte, è qui proposto nella trascrizione di Cosimo Carovani, violoncellista del Quartetto Indaco. Il Lied si chiude con una domanda del viandante a un uomo con l’organetto incontrato alla fine del suo cammino: «Vecchio misterioso, e se venissi con te? Ripeteresti i miei canti sul tuo organetto?», dando adito alla speranza di un nuovo inizio, a una salvezza, ma è chiaro che le speranze del viandante di trovare un appiglio di fronte all’abisso erano tramontate fin dall’inizio: il Viaggio d’inverno si apre con l’addio del giovane alla casa dell’amata (che si sta per sposare con un altro). Tutto il resto del viaggio è un puro vagabondare senza mèta, un rimuginare sul passato e su una felicità ormai non più possibile, in cui l’atmosfera mortifera, creata dall’ossessiva figurazione musicale che imita il ruotare dell’organetto, convive con la coscienza che la musica sopravvive in quella sorte di Ade o di misterioso limbo in cui il viaggiatore giunge e intona il suo canto.

Seguono 6 trascrizioni dal ciclo liederistico Cipressi di Antonín Dvořák, grande estimatore di Schubert, il cui tema si lega assai bene al mondo cupo della Winterreise anche per la presenza di alcuni tòpoi narrativi comuni, fra cui in particolare il ricordo della casa dell’amata e la natura vista come porto di pace e possibilità di liberazione dalle passioni terrene. La prima edizione critica dell’arrangiamento quartettistico risale soltanto al 1957, a cura di Jarmil Burghauser (ma il celebre violinista Josef Suk, genero di Dvořák, ne aveva pubblicati 10 già nel 1921). Il ciclo liederistico è un lavoro piuttosto giovanile (1865), pieno di un romanticismo ardente e tormentato. Il lavoro di trascrizione fu realizzato fra l’aprile e il maggio del 1887. La trascrizione per quartetto non altera affatto l’essenza vocale. La parte pianistica è affidata prevalentemente a viola e violoncello, mentre i violini si concentrano maggiormente sul canto.

La disillusione di Schubert, che vive sotto un regime impietoso come quello del Metternich, l’orrore per una “dimensione pubblica” profondamente contaminata dalla censura e dalla delazione portò il compositore a ricercare dentro di sé e nelle amicizie più strette un eroismo titanico che l’incipit del Quartetto D 810 in re minore (noto come La morte e la fanciulla) rende con forza. Scritto nel 1824 ed eseguito per la prima volta il 1 febbraio del 1826 nell’abitazione di Josef Barth, il quartetto fu pubblicato soltanto postumo, nel 1832, da Czerny. Il titolo fa riferimento al secondo movimento, l’Andante con moto che cita esplicitamente il Lied Der Tod und das Mädchen, su cui Schubert costruisce una serie di variazioni: l’apertura è un corale dall’andatura funebre che alla fine si rischiara in tonalità maggiore, nel momento in cui la Morte – vista ormai quasi come benefica – seduce la fanciulla e la porta con sé (“Non aver paura, dammi la mano, sono tua amica”). Senza voler a tutti i costi collegare la biografia con l’opera d’arte, nel primo movimento di questo Quartetto sentiamo (come del resto nella Sinfonia “Incompiuta” o nella Wanderer-Fantasie, circa contemporanee) una sorta di moto d’orgoglio da parte di un’artista che comprende d’essere vicino alla sua fine, una forza indomita, che contrasta con i momenti di ripiegamento e di profonda depressione. Schubert era abituato a dare del “tu” alla morte fin da bambino (aveva perso la madre ancora giovanissimo, oltre a diversi fratelli e sorelle), al punto da scrivere un Lied sublime e terrificante come Erlkönig già in adolescenza. Il suo tema riemerge nello Scherzo finale del quartetto, rendendo evidente il fatto che l’intera composizione è una sorta di rappresentazione, ma anche di esorcismo, di sua Nera Maestà.

PROGRAMMA

FRANZ SCHUBERT (1797 – 1828)
da il ciclo “Winterreise”, D. 911, n. 24
Der Leiermann (il suonatore di organetto)
(arr. C. Carovani)

ANTONÍN DVOŘÁK (1841 – 1904)
da il ciclo “I Cipressi”
I Moderato (io so che il mio amore per te)
II Allegro, ma non troppo (la morte dimora in alcuni cuori)
III Andante con moto (quando i tuoi dolci sguardi mi incontrano)
XII Allegro animato (tu chiedi perchè dei miei canti)
IX Moderato (o mio unico e caro amore)
XI Allegro Scherzando (la natura in pace giace, leggera e sognante)

FRANZ SCHUBERT (1797 – 1828)
Quartetto n. 14 in re minore D. 810 “Der Tod und das Mädchen” (la morte e la fanciulla)
Allegro – Andante con moto – Scherzo: allegro molto – Presto

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