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CUBA CELEBRA  IL SUO  “DIA DE LA CULTURA”.  IL CONSOLATO GENERALE DI MILANO: “IL BLOQUEO ESISTE E VA ABOLITO”

CUBA CELEBRA  IL SUO  “DIA DE LA CULTURA”.  IL CONSOLATO GENERALE DI MILANO: “IL BLOQUEO ESISTE E VA ABOLITO”

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by novembre 7, 2018 ATTUALITA'

Photos by Deborah Machado

Il 20 ottobre di ogni anno, in memoria della battaglia di Bayamo in onore della quale è stata creata  la famosa “Bayamense”, ora inno nazionale della Repubblica Popolare di Cuba,   il popolo cubano in patria e all’estero celebra il giorno della cultura, ricorrenza emblematica per un Paese che, anche nei periodi più “speciali”,   ha risparmiato su tutto meno che sui libri e sul sistema educativo. E quello del 2018, celebrato il 31 ottobre scorso presso il Consolato Generale di Cuba di via Pirelli a Milano,  è stato  un “dia de la cultura” molto importante perché organizzato alla vigilia della pronunciazione  sul “bloqueo”  delle nazioni rappresentate all’Onu che si sono riunite il giorno dopo, il 1 di novembre. E proprio all’embargo, il blocco  commerciale, economico, finanziario che, all’inizio degli anni ’60 e all’indomani della rivoluzione capeggiata da Fidel Castro,  gli Stati Uniti hanno imposto a Cuba e al mondo e che , nonostante una credenza diffusa  tra molti italiani lo ritenga decaduto ,  è invece più vitale che mai grazie dall’attuale presidente USA Donald  Trump,  è stata dedicata la gran parte dei discorsi degli intervenuti. Condotti da Eradis Yosende Oberto, volto ufficiale del Milano Latin Festival di Assago, giornalista, attrice ( a breve sulle scene milanesi con Mambo Italiano al teatro San Babila) ma qui soprattutto nella veste di cittadina cubana,  salutate da una poesia recitata da Nodalis Baro Estrada del corpo diplomatico del Consolato, si sono avvicendate al microfono a ribadire la sovranità e la libertà della Repubblica Popolare di Cuba personalità della diplomazia cubana  e delle istituzioni italiane.  Prima tra tutte la “padrona di casa”,  il Console Generale di Cuba a Milano Oneida Baro Estrada seguita dal  Console Fidel Derivet Vidal. E’ stata la volta quindi degli esponenti del mondo politico italiano come Paolo Viglianti, Segretario regionale del Partito Comunista dall’Emilia Romagna e membro dell’Esecutivo; o come Anna Camposampiero della Segreteria provinciale di Rifondazione Comunista di Milano. Presente anche la stampa internazionale rappresentata dal giornalista argentino Sabatino Alfonso Annecchiarico, insieme a  rappresentanti di associazioni cubane e italiane, quali Liubertsi Bueno Kindelan , coordinatore nazionale delle associazioni cubane in Italia, Ada Galano presidente dell’Associazione Siboney, Sergio Marinoni, l’ex presidente nazionale dell’Associazione Amicizia Italia Cuba in rappresentanza di Irma Dioli, presidente in carica impegnata a Roma presso l’ Ambasciata cubana. Ha contribuito ad aumentare l’emozione dei presenti il collegamento in diretta con Fernando Gonzàles Llort, uno dei 5 “heroes prisioneros del imperio”,  ex prigioniero politico degli USA, liberato insieme ai 4 compagni grazie all’attività diplomatica di Fidel Castro in persona. E siccome Cuba è Cuba non ha potuto mancare una folta rappresentanza di una categoria di  cubani di cui la Isla Bella va giustamente orgogliosa: gli artisti. Citiamo innanzitutto le più giovani artiste presenti, le bambine della console Indira Marrero, che si sono esibite come cantanti accompagnate alla chitarra dalla loro mamma.  Presente con alcune canzoni dell’ innografia rivoluzionaria ( Es la hora de gritar revoluciòn e  A los heroes) il cantante e ballerino Osmel Sanchez, mentre la Familia loca ( Virginia Quesada e Eduardo Cespedes) ha accompagnato il cantante e showman Andrès Roman. Il Maestro Daniel Escobar Mejias,  accompagnato da allievi 100% italiani della sua scuola Daniel Dance Achè,  ha aperto le danze con coreografie di balli tradizionali cubani per poi coinvolgere tutti gli invitati in una conga . Ma al disopra di ogni intervento, performance artistica o poetica, ispirati dalla commemorazione del secondo anniversario della “desapariciòn fisica” del Comandante Fidel Castro ( Aprendimos a saberte eterno, imparammo a considerarti eterno, recita “Cabalgando con Fidel”, il canto funebre dedicato al “lìder maximo” proposto anche in questa ricorrenza)   ed  elettrizzati dall’attesa della votazione dell’Onu in materia di embargo,  tutti i presenti si sono uniti in un’unica voce:  ” No mas Bloqueo”.  Il giorno successivo, 1 novembre 2018,  nonostante gli 8 progetti di emendamento proposti  dagli USA alle Nazioni Unite  per inasprire le sanzioni,  come hanno illustrato  i servizi televisivi offerti in apertura dal Consolato, se Stati Uniti e Israele hanno ribadito di essere a favore del blocco,  ben 189 Stati sovrani e 0 (zero)  astenuti  hanno rifiutato gli 8 emendamenti e dichiarato di  essere contrari al blocco, aggiungendo la Risoluzione ONU a sostenere la  voce dell’opinione pubblica mondiale: No mas bloqueo.

 

 

 

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