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DOMENICA 18  “UNE SAISON EN FRANCE” INAUGURA IL FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, DELL’ASIA E DELL’AMERICA LATINA

DOMENICA 18 “UNE SAISON EN FRANCE” INAUGURA IL FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, DELL’ASIA E DELL’AMERICA LATINA

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by marzo 16, 2018 ATTUALITA', EVENTI

La  28a edizione del FAAA ha scelto l’anteprima italiana  di  Une saison en France di Mahamat Saleh Haroun, con Eriq Ebouaney e Sandrine Bonnaire, per l’opening night del 2018 che si terrà presso l’Auditorium San Fedele alle 20,30 del 18 marzo. Presentato al Toronto Film Festival, Une saison en France è il settimo film del celebre regista ciadiano Mahamat Saleh Haroun (Premio Speciale della Giuria a Venezia con Daratt e Premio della Giuria a Cannes con Un homme qui crie) e il primo girato in Europa. Il film realizzato nel 2017 in Francia mette in primo piano l’immigrazione dal SUD del mondo, un tema scottante per i nostri vicini d’oltralpe, tra i primi in Europa a doversi confrontare con il fenomeno migratorio visto il passato coloniale nella nazione francese nel Nord e nell’Ovest dell’Africa.Il film racconta infatti  il dramma intimo di un richiedente asilo, Abbas, un insegnante di francese, che ha lasciato il suo villaggio nell’Africa Centrale per ricostruirsi una vita in Francia. Mentre aspetta di ottenere lo status di rifugiato, organizza la sua vita: manda a scuola i figli e lavora al mercato, dove incontra e si innamora di Carole. Ma se la sua richiesta d’asilo non  fosse accettata, cosa accadrebbe di questi frammenti di vita normale che ha messo insieme faticosamente? Una Saison en France è la più recente opera di un regista assai caro al festival, infatti fin dagli inizi della sua carriera con il suo primo cortometraggio Maral Tanie del 1994, Mahamat Saleh Haroun è stato ospite del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina. Nato in Ciad, ottiene i primi riconoscimenti già con il suo cortometraggio d’esordio e il suo primo lungometraggio, Bye-bye Africa viene premiato nel 1999 come Miglior Film al Festival di Venezia. Successivamente dirige Abouna (Our Father), Quinzaine des Réalisateurs a Cannes 2002,  Daratt, Dry Season (Premio Speciale della Giuria, Festival di Venezia 2006), Un homme qui crie (Premio della Giuria, Festival di  Cannes 2010), Grigris (Prix Vulcain per La Migliore Fotografia, Concorso Ufficiale, Festival di Cannes 2013). Hissein Habré, une tragédie tchadienne, il suo primo documentario, è stato presentato in Selezione Ufficiale – Proiezione speciale, al Festival di Cannes 2016. Une saison en France, è il suo primo film girato in Francia ed è interpretato da Eriq Ebouaney e Sandrine Bonnaire. Nel 2006, il Museum of Modern Art (MoMA), di New York ha reso omaggio ad Haroun  presentando una retrospettiva dei suoi film. Nel 2010, ha ricevuto il Premio Robert Bresson per la carriera. Nel 2013, Mahamat-Saleh Haroun ha ricevuto la Medaglia Fellini dell’UNESCO. Rientrato qualche anno fa in Ciad per assumere un ruolo attivo nel rilancio del suo Paese, ha ricoperto la carica di  Ministro della Cultura. Con la proiezione di questo lungometraggio d’autore, fuori concorso, ha ufficialmente inizio il festival che da lunedì 19 proporrà al pubblico e alla le oltre 60 opere partecipanti alle tre sezioni  in competizione: finestre sul mondo ( lungometraggi), Cortometraggi africani, Extr’A (film di registi italiani girati nei tre continenti o i film che hanno come soggetto le tematiche dell’immigrazione). Il programma al sito www.festivalcinemafricano.org.

 

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