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I’M NOT YOUR NEGRO DI RAOUL PECK INAUGURA IL FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D’ASIA E AMERICA LATINA

I’M NOT YOUR NEGRO DI RAOUL PECK INAUGURA IL FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D’ASIA E AMERICA LATINA

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by marzo 23, 2017 EVENTI

Dominato da un rigoroso bianco e nero fin dai titoli di testa, quasi a sottolineare anche con la dominante cromatica il contrasto tra i Bianchi e i Neri d’America di cui parla, I’m not your negro del regista haitiano Raoul Peck, presente in sala, ha ufficialmente inaugurato la 27° edizione del  FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D’ASIA E AMERICA LATINA la sera del 20 marzo.

Un pubblico numeroso, che ha esaurito velocemente i posti dell’Auditorium San Fedele, ha seguito con partecipazione l’anteprima italiana di film candidato all’Oscar per Miglior Documentario 2017 e Premio del Pubblico della Berlinale, distribuito in Italia da Feltrinelli Real Cinema in collaborazione con Wanted, nei cinema dal 21 marzo in occasione della Giornata mondiale contro il razzismo.

Con vivo interesse misto a stupore incredulo  abbiamo seguito la ricostruzione storica che lo scrittore afroamericano James Baldwin affidò a  30 pagine che non divennero mai un libro compiuto ma che il regista Raoul Peck ha reso opera d’arte adattandole al mezzo cinematografico.

L’urgenza con cui Baldwin compose quelle famose 30 pagine nasceva dalla volontà di ricostruire attraverso il suo punto di vista di nero rimpatriato (era in esilio volontario a Parigi quando decise che doveva tornare in USA e darsi da fare) da un lato la lotta parallela dei tre più famosi attivisti afroamericani, Malcom X, Medgar Evers e Martin Luther King e, dall’altro, le dichiarazioni dei rappresentati dei “bianchi” che, anche quando considerati progressisti dalla storiografia ufficiale (si pensi ai fratelli Kennedy), alla prova dei fatti si rivelarono riluttanti ai cambiamenti radicali.

Fu la lotta e il sacrificio dei tre attivisti, uccisi in pubblico tutti con meno di 40 anni di vita sulle spalle nel ’63 (Medgar) nel ’65 (Malcom X) e nel ’68 (Martin Luther King) a rendere ineluttabile il processo di cambiamento.

Crudo nelle immagini, acuto nella logica spietata della denuncia, il film di Peck, come l’opera di Baldwin da cui è tratto, ha l’effetto di farti aprire gli occhi e, una volta aperti, di farti scoprire che stai guardando il  mondo dal punto di vista dei neri e qualcosa proprio non quadra, rispetto a quanto ti hanno raccontato fino ad ora.

Milano Etno Tv
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