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GRANDE SUCCESSO PER NICKY JAM: AL COMPLETO IL PALAYAMAY DI BUSTO, SI FANNO I CONTI DEL GIORNO DOPO

GRANDE SUCCESSO PER NICKY JAM: AL COMPLETO IL PALAYAMAY DI BUSTO, SI FANNO I CONTI DEL GIORNO DOPO

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by marzo 23, 2017 ATTUALITA', EVENTI

“Aspettando Nicky Jam”: questo è stato il passatempo preferito di pubblico e giornalisti al concerto dell’artista portoricano del 19 marzo, una data per cui circa 5000 fan  hanno fatto il  count-down per settimane, evento attesissimo per una produzione ambiziosa, mai vista prima in quella location, Busto Arsizio, che ha richiamato moltissimo pubblico e bus da tutto il  Nord Italia, persino dalla Svizzera, grazie all’iniziativa di D.J.Engel, il noto dee jay cubano ora attivo in Canton Ticino, previsto in programma nel pre-concerto.

Ad aspettarli, una macchina organizzativa imponente, i cui numeri sono stati resi noti lunedì 20 marzo dal producer Ismael Fontana di Dèjàvu Nights tramite una dichiarazione  dalla sua pagina Facebook: 60 addetti alla sicurezza, 15 steward, 5 camerieri, 4 hostess e innumerevoli barman; 200 addetti nel backstage per la sola parte organizzativa; 11 dee jay e 3 crew di danza per la parte di pre-concerto.

Rivelato anche il costo del concerto: oltre 215.000 euro. Tutto ciò non ha impedito che questa macchina, forse mandata a correre a 200 all’ora senza nessuna prova su strada, sbandasse per certi aspetti e in certi momenti. Per primo come dicevamo, i tempi, vale dire il ritardo di circa un’ora e mezza sulla scaletta.  “Per Beyoncè ho aspettato tre ore e mezza – commentava una ragazza di Zurigo che aveva partecipato anche al concerto il giorno prima,  confortando le sue amiche estenuate – solo che da noi a Zurigo al concerto  non abbiamo aspettato cosi tanto”. Secondo aspetto critico: l’acustica, messa a punto –  come ha precisato Fontana – da un service tedesco scelto dalla produzione dell’artista, che non aveva mai lavorato nel palazzetto dello sport di Busto ( e forse in nessun altro palazzetto, vien da dire).

Altri problemi tecnici per la messa a punto dei led hanno fatto slittare alle 19,30 dalle 18,00 l’apertura. C’è ben di peggio, senza scomodare la divina Beyonce, ma sta di fatto che così la quantità di artisti, tra dee jay, gruppi di ballo, cantanti che animavano un pre – show molto generoso, compreso nell’offerta,  si sono accavallati come tempi e anche letteralmente sul palco, che  dalla platea appariva allegramente invaso da una cinquantina di artisti un po’ sclerati, chiamati fuori ad esibirsi secondo una scaletta super compressa.  Purtroppo, ciò ha fatto saltare l’esibizione di qualche artista, che non ha perso l’occasione per ottenere in diretta da questo incidente di percorso un’attenzione forse  ancora maggiore di quella che avrebbe ottenuto se si fosse davvero esibito.

Se tutto doveva servire a creare l’effetto attesa ebbene il risultato è stato raggiunto. Ormai verso le 23,30, dopo il pre-show, l’energica esibizione di Valentino e i bei 20 minuti di nulla, un pubblico provato  dagli stenti ha accolto con un’ esplosione di adrenalina l’arrivo di Nicky Jam che ha regalato subito, con grande intelligenza, i suoi pezzi più noti.  Accompagnato da due coppie di bravissimi ballerini, ha imposto il suo ritmo, sostenuto  da luci  ed effetti speciali molto suggestivi.

Il pubblico ci ha messo niente ad entrare nel mood e ha lo ha accolto cantando e ballando insieme al suo idolo. Ascoltare la voce di Nicky Jam dal vivo, dopo averla sentita centinaia di volte per radio o in discoteca, è stata per tutti un’ emozione che da sola  è valsa l’attesa,  e il tempo del concerto è andato via veloce e liberatorio. I conti del day after sono stati un po’ meno gioiosi tanto da spingere il producer alla dichiarazione su Facebook a cui abbiamo accennato prima.  Al di là dei dettagli, la notizia è che questa dichiarazione, a nostro avviso, contiene due cose degne di nota:  un’assunzione di responsabilità e le  pubbliche scuse.

Da quando la facilità  di accesso consentita dai social media fa diventare pubblici  contenuti che di pubblicabile hanno assai poco, avere il coraggio di esporsi, assumersi la responsabilità e chiedere scusa, al di là delle espressioni colorite usate dal vivace Fontana, è merce rara di questi tempi. Ismael lo ha fatto, e  questo non è da tutti.

Quindi,  visto che uno degli aspetti critici  fino ad  ora non riferito è stato l’inaudito “no-show” da parte dell’artista in sala stampa dove lo attendevano  una trentina tra fotografi e giornalisti compresi noi di Milano Etno TV, per parte nostra abbiamo fatto i conti e, grazie a questa prova di civiltà di Dèjàvu Nights, siamo in positivo. Scuse accettate, alla prossima, Ismael!

Milano Etno Tv
Web Television

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